Nelle intenzioni dell’assessore allo Sviluppo economico del Veneto, Massimo Bitonci, le priorità della manovra di bilancio 2026 è «sostenere la crescita del sistema produttivo veneto attraverso innovazione, energia, accesso al credito e valorizzazione dell’imprenditorialità, con strumenti concreti e risorse mirate».
«Nel 2026 sono previsti 760.000 euro complessivi per sostenere il sistema regionale dell’innovazione – spiega Bitonci -. Destiniamo 250.000 euro alla promozione del sistema veneto della ricerca e in particolare per i soggetti che collaborano con la Regione per attuarla, come le Reti Innovative Regionali e i Distretti Industriali. Una parte di queste risorse sarà utilizzata anche per la manutenzione e l’aggiornamento dei sistemi informativi regionali che forniscono servizi alle imprese, come il catalogo fornitori o l’elenco dei “temporary manager” disponibili sul portale innoveneto.org. Con altri 250.000 euro continueremo inoltre a sostenere i Distretti industriali, assicurando un contributo di funzionamento ai 15 soggetti giuridici che li rappresentano. Abbiamo poi previsto circa 100.000 euro per attività da realizzare in collaborazione con il sistema universitario veneto, con l’obiettivo di definire strumenti attuativi delle politiche per la ricerca e l’innovazione. Ulteriori 130.000 euro sono destinati alla valutazione e al monitoraggio della Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente (S3 Veneto)».
«Sul fronte energia – continua Bitonci – lo stanziamento complessivo di 660.000 euro servirà ad accompagnare concretamente il territorio nella transizione energetica. In particolare, 410.000 euro saranno destinati all’attuazione del Nuovo Piano Energetico Regionale 2030, il cui percorso coinvolgerà enti locali, cittadini, imprese e stakeholder rafforzando allo stesso tempo le azioni di semplificazione e sburocratizzazione dei procedimenti. Abbiamo intenzione di dare continuità alle attività di monitoraggio del Piano già avviate nel 2025, adeguandole progressivamente alle esigenze emergenti. Altri 250.000 euro saranno dedicati alla promozione dell’autoconsumo diffuso e delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) per consolidare, anche attraverso attività informative e momenti di confronto con gli enti locali, la capacità delle CER di generare benefici economici, sociali e ambientali per famiglie e imprese».
Attenzione anche all’imprenditoria femminile: «nel 2026 sarà lanciato un bando da 3 milioni di euro in conto capitale per le nuove imprese guidate da donne o il consolidamento di quelle esistenti – evidenzia l’assessore -. Questo bando rappresenta uno strumento concreto per valorizzare il capitale umano e imprenditoriale femminile, sostenere l’autoimpiego qualificato e promuovere modelli d’impresa moderni e innovativi. L’obiettivo è duplice: aumentare il tasso di partecipazione femminile all’economia regionale e allo stesso tempo favorire investimenti capaci di generare crescita stabile e occupazione».
«Il bilancio prevede inoltre oltre 660.000 euro per il 2026 destinati a sostenere l’attrazione degli investimenti, con attività operative affidate a Veneto Innovazione S.p.A.. Si tratta di azioni strategiche come la promozione del Veneto come destinazione per investimenti produttivi attraverso iniziative di marketing territoriale e partecipazione a eventi nazionali e internazionali, lo scouting e l’accompagnamento di potenziali investitori nelle fasi di insediamento, il supporto al rientro di imprese e capitali sul territorio regionale, il coordinamento con enti locali e sistema economico e le attività di semplificazione collegate ai progetti di investimento. Azioni di sistema – evidenzia Bitonci – che rafforzano la capacità strutturale della Regione di intercettare nuovi investimenti e accompagnarli in modo efficace».
«Elemento di forte innovazione del bilancio 2026 è poi l’istituzione di un Fondo di garanzia per operazioni di “basket bond”, con una dotazione iniziale fino a 5.992.343 euro. Questo fondo – spiega Bitonci – consentirà di sostenere emissioni obbligazionarie aggregate da parte delle piccole e medie imprese venete, offrendo una garanzia pubblica che riduce il rischio per gli investitori e facilita l’accesso al mercato dei capitali. È uno strumento strategico perché amplia le fonti di finanziamento delle imprese riducendo la dipendenza esclusiva dal credito bancario, favorisce investimenti in innovazione e crescita dimensionale, rafforza la solidità finanziaria delle PMI attraverso strumenti di mercato più evoluti e valorizza risorse regionali già esistenti, riallocandole in modo coerente con le esigenze attuali del sistema produttivo. La gestione operativa del fondo sarà affidata a Veneto Innovazione S.p.A., mentre la Regione manterrà l’indirizzo strategico e il controllo».
«Accanto a queste misure – prosegue Bitonci – la Regione continua a investire anche nella promozione economica e nell’internazionalizzazione delle imprese venete. Per il 2026 sono previsti 500.000 euro nell’ambito della legge regionale n. 48/2017 per sostenere le attività di promozione dell’export e l’espansione delle imprese nei mercati internazionali: 420.000 euro per azioni di promozione e valorizzazione dell’export veneto e 80.000 euro per iniziative dedicate alla promozione del gelato tradizionale di qualità del Veneto. Gli interventi comprendono partecipazioni a fiere internazionali, organizzazione di incontri B2B con operatori esteri, forum imprenditoriali e iniziative di incoming di buyer stranieri, realizzate in collaborazione con il sistema camerale e le associazioni di categoria».
«Parallelamente proseguiamo il sostegno al sistema fieristico regionale, un comparto strategico per la promozione delle eccellenze produttive del territorio. Per il 2026 sono stanziati complessivamente circa 438.000 euro, destinati sia alle attività di promozione delle manifestazioni fieristiche sia agli investimenti per l’ammodernamento delle sedi e delle infrastrutture fieristiche regionali, rafforzando la competitività di un sistema che è tra i più importanti a livello nazionale».
«Questa Manovra – conclude Bitonci – dimostra ancora una volta la capacità della Regione di programmare con serietà e visione strategica, mettendo insieme rigore nei conti pubblici e politiche concrete per la crescita. In una fase economica complessa a livello internazionale, la nostra scelta è quella di sostenere imprese, innovazione, transizione energetica e nuova imprenditorialità con strumenti moderni e mirati. Non si tratta di interventi episodici, ma di una strategia strutturale che punta a rafforzare la competitività del Veneto, attrarre investimenti e creare opportunità di lavoro qualificato. L’obiettivo politico è chiaro: mantenere il Veneto tra le regioni più dinamiche d’Europa, accompagnando la trasformazione dell’economia senza lasciare indietro territori, imprese e cittadini».
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