L’Agenzia delle Entrate ha istituito la nuova Direzione regionale del Trentino Alto Adige/Südtirol con sede legale a Bolzano che sovraintende le direzioni provinciali di Trento e Bolzano. Non si tratta di un semplice trasferimento, ma di una riorganizzazione con Bolzano come sede principale e Trento, capoluogo di regione, come seconda sede.
Dal 1° gennaio 2026, la nuova struttura gestisce il controllo delle imprese di medie/grandi dimensioni, l’analisi del rischio e i servizi per i contribuenti sotto la direzione di Egon Sanin, con la gestione sia della direzione provinciale di Bolzano che di quella di Trento (ad interim).
Il trasferimento è legato all’attuazione dello Statuto di Autonomia e ha sollevato dibattiti sindacali sul declassamento di Trento. La Cisl Fp è scesa in campo con la rappresentanza parlamentare per denunciare il declassamento di Trento come sede dell’Agenzia delle entrate nel silenzio della politica locale. Il sindacato appoggia l’istanza del senatore Pietro Patton (PD) sulla riorganizzazione del servizio con il trasferimento della direzione generale a Bolzano.
«Esprimiamo piena e convinta adesione ai contenuti dell’interrogazione presentata in sede parlamentare dal senatore Pietro Patton in merito alla riorganizzazione dell’Agenzia delle Entrate che vede il Trentino pesantemente penalizzato dall’istituzione della Direzione regionale con sede a Bolzano – commenta Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp -. Come sindacato territoriale sentiamo il dovere di sottolineare nuovamente e con forza la gravità di una scelta che classifica la Direzione provinciale di Trento come semplice ufficio periferico dipendente dalla sede altoatesina, determinando un declassamento a struttura dirigenziale di seconda fascia che svilisce profondamente il ruolo di Trento quale capoluogo di Regione e fulcro del sistema autonomistico».
Da tempo la Funzione pubblica della Cisl ritiene la scelta sbagliata e nei mesi scorsi ha chiesto spiegazioni puntuali e documentate alla Provincia. In tutti gli altri territori, infatti, le Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate hanno sede nel capoluogo di Regione. «Perché questa regola viene disattesa proprio in Trentino Alto Adige, in particolare a discapito di Trento? Quali sono le ragioni oggettive che giustificano un’eccezione così rilevante?» si domanda il sindacato.
«Contestiamo duramente i termini di questa operazione che sottrae autonomia funzionale al nostro territorio proprio mentre l’Agenzia dichiara di voler rafforzare il presidio territoriale, ma nei fatti accentra a Bolzano il Direttore regionale, l’Area di staff e la gestione delle risorse umane – evidenzia Pallanch -. Questa scelta non ha solo una valenza istituzionale, ma comporta gravi ricadute sulla vita professionale e personale dei lavoratori dell’Agenzia in Trentino. Il declassamento della sede di Trento limita drasticamente le prospettive di crescita e di carriera interna, riduce le opportunità di mobilità e rischia di impoverire il patrimonio di competenze professionali maturate sul territorio, relegando il personale a compiti operativi sotto una direzione gerarchicamente lontana».
Nonostante ciò, la politica locale ha presentato il nuovo assetto alla presenza del viceministro delle Finanze Maurizio Leo, con il presidente della regione e dell’Alto Adige, Arno Kompatscher, visibilmente soddisfatto, mentre il vicepresidente del Trentino, Achille Spinelli, abbozza una soddisfazione di facciata che svilisce l’Autonomia del Trentino
Kompatscher spera che l’istituzione della Direzione regionale «rafforzi l’autorità per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale, in nome della giustizia. Questa Direzione regionale, frutto di un grande lavoro fatto a Roma, costituisce un grande valore aggiunto per la nostra regione, rappresenta un fisco ancora più vicino a cittadini e imprese. Un fisco più efficiente è una buona notizia per la nostra Autonomia, perché – grazie agli accordi con lo Stato – lavora al 90% per noi». Perché quella quota di gettito incassato territorialmente, evasione riscossa compresa, rimane ad alimentare il bilancio delle due autonomie speciali.
«È una novità positiva per un territorio autonomo come il nostro, che da sempre pone grande attenzione e responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche – ha detto Spinelli -. La Direzione regionale, nel pieno rispetto delle competenze delle due province autonome, renderà ancor più efficace l’attività dell’Agenzia sul territorio, e migliorando la capacità di risposta ai cittadini e alle imprese».
Di rafforzamento delle amministrazioni statali sul territorio e dell’implementazione di funzioni strettamente legate allo Statuto di Autonomia ha parlato, nel suo intervento, il commissario del Governo per la Provincia di Bolzano, Maddalena Travaglini: «l’istituzione della nuova Direzione regionale costituisce un passo avanti per consolidare il rapporto tra erogazione dei servizi, livello delle prestazioni ed esigenze dei cittadini e delle imprese».
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, ha elencato gli obiettivi della riorganizzazione – rafforzare la funzione di indirizzo e di governo, potenziare le attività a presidio della legalità, migliorare ulteriormente i servizi e l’assistenza ai cittadini e alle imprese e promuovere le attività finalizzate a incrementare la cosiddetta compliance fiscale – mettendo al centro del suo intervento due concetti: cittadine e cittadini quali “datori di lavoro” dell’Agenzia delle Entrate (“Noi esistiamo per dare un servizio alla collettività”) e capacità dell’Agenzia delle Entrate di adeguarsi, in termini di organizzazione, alle particolarità del territorio regionale.
Infine l’intervento del viceministro dell’Economia e delle finanze, Maurizio Leo, che, dopo aver parlato di un obiettivo fortemente voluto in piena sintonia con i presidenti delle due province autonome, ha sottolineato come la nuova Direzione regionale sia coerente con la riforma fiscale del Governo Meloni. «Tra i punti centrali della riforma, un nuovo rapporto tra fisco e contribuente – ha detto Leo -. L’obiettivo è ascoltare e comprendere le esigenze di cittadini e imprese, promuovendo il dialogo e prevenendo il contenzioso. Con la nuova Direzione regionale sarà possibile rafforzare ulteriormente questo percorso».
Dubbi sulle modalità del riassetto sono state espresse anche dal consigliere del Patt, Walter Kaswalder, esponente di maggioranza, che in un’interrogazione ancora senza risposta rivolta al presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, parla di «situazione decisamente preoccupante, decisa senza vere e proprie giustificazioni, con il rischio di depotenziare la sede di Trento».
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