Corte dei Conti Trento inaugurato l’anno giudiziario

Istruttorie pendenti scese da 436 a 263. Recuperati “per cassa” 491.410,74 euro. Criticato il congelamento in bilancio della Provincia di ben 4,6 miliardi per opere pubbliche che non decollano.

245
corte dei conti
Il procuratore regionale della Corte dei Conti del Trentino, Gianluca Albo.

La Corte dei conti di Trento ha inaugurato l’anno giudiziario con la presentazione del bilancio relativo all’attività 2025, da cui emerge il lavoro svolto: al 1° gennaio 2025 erano pendenti 436 istruttorie, scese a 263 il 31 dicembre 2025, dopo averne archiviate 310 e limitato l’apertura delle nuove istruttorie con 200 fascicoli incardinati nel 2025 a fronte delle 571 segnalazioni di presunto danno pervenute. Sono 194 le pseudo-denunce di cui è stata disposta l’archiviazione immediata ai sensi dell’articolo 54 c.g.c., mentre sono 177 le segnalazioni di recupero di contributi in attesa di definizione.

Nel 2025, inoltre, sono stati recuperatiper cassa491.410,74 euro, dei quali 120.565,37 in fase istruttoria, 309.363,79 nella fase di esecuzione delle sentenze di condanna di primo e secondo grado e 61.481,58 a seguito della definizione delle vertenze con rito abbreviato e monitorio.

Nel 2025 l’intervento della Procura regionale di Trento ha consentito, tramite la riparazione spontanea da parte di una professionista dipendente da Asuit, di recuperare la somma di 51.159,43 euro, relativa al danno subito dall’Azienda Sanitaria per prestazioni fittiziamente refertate dalla professionista come eseguite in telemedicina, al fine di percepire indebitamente sia il compenso da parte dei pazienti che l’indennità di esclusività, con conseguente violazione dei limiti e delle regole a cui i medici in rapporto di esclusività devono attenersi per svolgere attività libero professionale all’interno dei locali dell’Azienda.

Sempre in tema di responsabilità sanitaria, sono stati condannati al pagamento della somma complessiva di 114.941,80 euro due medici, dipendenti da Asuit, per aver omesso di eseguire un intervento chirurgico richiesto da una paziente. A seguito di tale omissione la paziente ha subito una gravidanza indesiderata, per la quale l’Azienda sanitaria è stata condannata a un ingente risarcimento del danno.

Sono state avviate delle contestazioni nei confronti di dipendenti pubblici che si erano rivolti a una società trentina per ottenere false attestazioni di positività al Covid-19 e così munirsi del “green pass” da positività alla malattia pur non avendone i requisiti. A tali dipendenti è stato contestato il danno d’immagine, arrecato alle rispettive amministrazioni di appartenenza, per l’eco mediatica che la condotta ha avuto, nonché il danno per gli stipendi percepiti sine titolo, in quanto, a seguito delle disposizioni dettate per il contrasto della pandemia, i dipendenti non in possesso di regolare “green pass” non si sarebbero potuti recare a lavoro e non avrebbero potuto percepire lo stipendio.

La Corte dei conti ha criticato la provincia di Trento per tenere giacenze di cassa ad un volume decisamente alto, a quota ben 4,6 miliardi di euro, bollata come un «sintomo di una criticità nella gestione delle risorse disponibili». Critica alla capacità gestionale e di spesa della giunta Fugatti immediatamente colta e rilanciata dal Partito democratico: «sono decisioni di spesa in conto capitale che non hanno ancora determinato la relativa uscita di cassa, confermata dalla stessa Provincia, che di fatto certificano come la strategia delle grandi opere annunciate e mai realizzate stiano ingessando il bilancio e la crescita del territorio». 

«Perché è inutile che ad ogni bilancio Fugatti venga a raccontarci che il Trentino cresce grazie alle grandi opere perché per trasformare un progetto in Pil i soldi bisogna spenderli e non accantonarli in cassa, quando i comuni avrebbero bisogno di maggiori trasferimenti per opere di manutenzione del territorio che non riescono più a realizzare – continua la nota del Pd -. Di fronte a questi dati che palesano l’incapacità di questa Giunta provinciale di governare e di gestire la spesa è ora che i Trentini aprano gli occhi e capiscano che la Politica non può essere fatta solo di narrazioni, senza che si vedano mai i fatti».

Punta sul vivo, la giunta provinciale in un’altra nota tenta di parare l’affondo: «è corretto affermare che una parte importante della cassa provinciale – pari a fine 2024 a circa 4,6 miliardi – sia destinata a opere pubbliche: pensiamo ai 400 milioni per il nuovo ospedale o agli 834 milioni del Fondo Pluriennale Vincolato per strade (488 mln), scuole (115 mln), piste ciclabili, bacini montani e altri interventi sul patrimonio della Provincia. Tuttavia, ridurre l’intera cifra a “cantieri della Provincia non aperti” è un errore di prospettiva. Circa 473 milioni sono residui di parte corrente, di cui l’85% è semplice “sfrido” tecnico erogato a inizio dell’anno successivo. Altri 358 milioni sono accantonamenti obbligatori per i territori confinanti. Il vero pilastro della cifra, ben 2,4 miliardi, riguarda invece i trasferimenti agli enti del sistema (enti locali, agenzie, enti pubblici strumentali – tra i quali rientra anche l’APSS – fondazioni e società). Questa liquidità non è dunque un tesoretto immobile, ma la linfa necessaria a far girare l’intera macchina provinciale, bilanciando tra investimenti infrastrutturali – pensiamo agli investimenti dei comuni o ai contributi alle imprese erogati tramite Apiae -, e la continuità dei servizi quotidiani per i cittadini».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata