La riduzione dei costi energetici nelle aziende energivore, nel segno della sostenibilità

L’importanza di affidarsi a consulenti in grado di affrontare tutto il perimetro della generazione e del consumo.

292
riduzione dei costi energetici

Tra i costi che maggiormente impattano sulle aziende oggi ci sono quelli dell’energia: può sembrare una frase scontata, ma non lo è e la riduzione dei costi energetici è sempre più un imperativo. Si tratta infatti di un aspetto confermato dai più autorevoli organi di stampa e fonti istituzionali.

Secondo un articolo pubblicato sul portale online di Sky TG24, pubblicato il 19 febbraio 2026, «in Italia paghiamo uno dei prezzi dell’energia più cari d’Europa. […] Con cifre più alte dell’Italia c’è la Germania, che però ha un reddito medio superiore».

La questione non ha un impatto negativo solo sulle famiglie, ma anche sulle imprese, in particolare su quelle cosiddette energivore, le quali, secondo i dati ministeriali sarebbero più di 3.700.

Ma quando un’azienda è considerata energivora? Il Decreto Legge n. 131 del 29 settembre 2023 definisce nei dettagli le caratteristiche di tali imprese, individuando come termini che fanno da spartiacque due criteri: i consumi energetici annuali e il settore di riferimento.

In questo contesto, e in particolare proprio per le aziende energivore, si rivela essenziale adottare un approccio diriduzione dei costi. Una questione non solo economica ma anche di sostenibilità.

Premessa: da cosa dipende il costo dell’energia in Italia

Il primo fattore che incide sul costo dell’energia in Italia è il prezzo della materia prima e dunque il costo applicato nel mercato all’ingrosso. Esso risulta variabile e in quanto tale soggetto a fluttuazioni mensili, anche alla luce di un fatto noto: la maggior parte delle risorse energetiche del Belpaese provengono dall’estero.

Pertanto, il costo dell’elettricità tende ad avere valori diversi: quella ottenuta dalle fonti rinnovabili è inferiore a quella ottenuta tramite combustibili fossili. Questi ultimi sono anche i più soggetti a fluttuazioni del prezzo perché dipendenti dalle dinamiche geopolitiche internazionali.

A ciò occorre aggiungere da un lato la tariffa applicata dal singolo fornitore, e dall’altro l’incidenza degli oneri aggiuntivi applicati dallo Stato, che incidono mediamente per il 20-25%. E che sono correlati a loro volta da un lato agli interventi adottati, dall’altro alla situazione complessiva del mercato.

Le aziende energivore tra fonti rinnovabili e incentivi

Le aziende energivore hanno potuto usufruire, soprattutto da quando è iniziata quattro anni fa la guerra in Ucraina, di incentivi importanti di matrice comunitaria. Tra i settori maggiormente interessati da tali sostegni troviamo quello chimico, siderurgico ed edile, in particolare per quanto concerne il cemento.

Ciò s’inserisce in un quadro più complesso, volto alla decarbonizzazione dell’energia elettrica, a fronte dell’uso di fonti rinnovabili. L’Europa continua a insistere nel percorrere una strada che possa dirsi sostenibile, per i consumi dei cittadini così come per quelli delle imprese: qualcosa che vale ancora di più per le aziende energivore.

L’importanza di ridurre i costi dell’energia per le imprese

Per le imprese, quello energetico si sta rivelando un vero eproprio asset strategico, vista la sua incidenza tanto sui costi quanto sulla produttività.

La performance energetica è inoltre un parametro di affidabilità e dunque un elemento di vantaggio competitivo. Una gestione nelsegno dell’efficientamento e del risparmio energetico è quindi in grado di fare la differenza, risultando una leva operativa e finanziaria che assicura una maggiore stabilità.

Da cosa passa la riduzione dei costi energetici?

La riduzione dei costi energetici, anche se sarebbe più esatto parlare di gestione consapevole dell’aspetto energetico, è fondamentale per le imprese odierne e si costruisce nel tempo: non nasce spontaneamente.

Per le aziende è necessario dotarsi di competenze specifiche che però non sempre sono disponibili internamente, in quanto altamente specialistiche. È per questo che approntare una partnership con una realtà qualificata attiva nella consulenza energetica si rivela capace di fare la differenza.

Attraverso un’approfondita fase di studio e di analisi sarà possibile definire i consumi energetici nel dettaglio, valutando anche le fonti energetiche migliori e potendo così intervenire in chiave “green”.

Inoltre, la riduzione dei costi energetici passa anche da politiche di riduzione degli sprechi, in maniera mirata rispetto alle caratteristiche operative, facendo una distinzione tra i consumi che possono essere limitati/rimossi e quelli che invece sono essenziali.

Altra distinzione che una società di consulenza energetica è in grado di misurare e monitorare è quella tra potenza effettiva e potenza impegnata, fondamentale per agire sulle condizioni contrattuali senza per forza modificare gli impianti.

Tutto parte dalla valutazione del cosiddetto perimetro aziendale, imprescindibile per adottare criteri certi e affidabili nel tempo perché monitorabili e coerenti. È in questo modo che risulta possibile approntare gli interventi più adatti, compresi quelli di autoproduzione e di valorizzazione delle fonti rinnovabili: i più impattanti in termini di risparmio come di sostenibilità.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata