Dopo una lunga crisi di offerta di alloggi di edilizia pubblica dovuta alla cattiva programmazione da parte di Itea e della stessa provincia di Trento, la situazione pare in via di miglioramento con la disponibilità di 500 alloggi messi a disposizione nel 2025, 578 nel 2026 e una previsione di arrivare a oltre 1.800 entro il 2028. La disponibilità di alloggi in risposta al fabbisogno abitativo arriva sia da nuove realizzazioni che da interventi sul patrimonio esistente.
«Da una media di 200-300 alloggi all’anno abbiamo superato la soglia dei 500 annui, un obiettivo che avevo auspicato già con la lettura della finanziaria 2024, quando erano stati 351, e che oggi trova conferma nei risultati», ha detto il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti.
«Il recupero degli alloggi di risulta segna un cambio di passo concreto, che ci permette di ridurre gli immobili inutilizzati e dare risposte più rapide – ha aggiunto l’assessore all’Edilizia, Simone Marchiori -. È un lavoro a trecentosessanta gradi che riguarda quantità e qualità dell’abitare. I risultati ci sono e il percorso è avviato: ora l’obiettivo è consolidarlo e rafforzarlo ulteriormente, senza abbassare la guardia».
Il presidente di Itea Spa (la società della Provincia attiva nell’edilizia pubblica), Sergio Anzelini, ha illustrato nel dettaglio le attività della società, soffermandosi in particolare sulle nuove realizzazioni e sulle iniziative già programmate per aumentare nel breve periodo la disponibilità di alloggi. Nel solo 2025 Itea Spa ha immesso nel circuito delle locazioni 503 alloggi, di cui 14 provenienti da nuove costruzioni. Numeri in crescita se si osserva l’andamento a partire dal 2020, quando gli alloggi disponibili erano 235, passati a 351 nel 2022, a 337 nel 2023 e nuovamente a 351 nel 2024.
Sul fronte delle nuove costruzioni e degli interventi in corso, sono già in fase di assegnazione 14 alloggi – insieme a uno spazio commerciale – nel compendio ex Bimac a Rovereto. A Trento, in viale dei Tigli, è stata pubblicata la gara d’appalto per la realizzazione di 28 alloggi a canone moderato, con un progetto che integra anche servizi di quartiere come attività commerciali, un pubblico esercizio e una biblioteca. A Riva del Garda, in località Alboletta, sono inoltre in fase di avvio le fasi di progettazione di un nuovo complesso residenziale da 38 alloggi.
A queste iniziative si affianca una programmazione già definita per il triennio 2026-2028, che prevede l’immissione nel circuito locativo di 1.863 alloggi, di cui 578 già nel 2026. Un risultato che sarà perseguito attraverso un mix di interventi: da un lato, quelli strutturali, come gli appalti di zona e i progetti di autorecupero; dall’altro, azioni straordinarie mirate alla rapida rimessa a disposizione degli alloggi, con nuove gare per la riqualificazione degli alloggi di risulta – una prima tranche da 200 unità, cui seguiranno ulteriori interventi per circa 100 alloggi ciascuno.
Parallelamente è previsto un rafforzamento dei programmi di manutenzione e riqualificazione del patrimonio esistente: un piano per la sostituzione dei serramenti che interesserà circa 800 alloggi nel triennio (con primi bandi nel 2026), interventi su tetti e coperture (5 bandi nel 2026 e 13 complessivi nel triennio) e ulteriori azioni sugli involucri edilizi.
Attenzione è stata posta anche alla gestione della morosità, con strumenti che affiancano al controllo un approccio di accompagnamento delle famiglie attraverso piani di rientro personalizzati e percorsi di regolarizzazione delle posizioni debitorie. Nel corso del 2025 sono state gestite oltre 1.200 rateizzazioni, tra nuove attivazioni, rinegoziazioni e pratiche concluse. Attualmente le procedure di rateizzazione sono 1.245 (il 38% per canoni di locazione e un ulteriore 39% per spese condominiali), per un totale di circa 3 milioni di euro. Sul punto, Anzelini e Marchiori hanno evidenziato che, qualora l’evoluzione dello scenario geopolitico dovesse comportare nuovi rincari energetici, Provincia e Itea sono pronte ad attivare misure straordinarie di sostegno, a partire dalla possibilità di ulteriori dilazioni dei pagamenti.
Sul caso specifico della “nave di S. Pio X” (un edificio che da decenni è chiuso in attesa di una sua destinazione, passata nel tempo da un progetto di demolizione e ricostruzione a una ristrutturazione pesante), Anzelini e Marchiori hanno spiegato che sono in corso valutazioni tecnico-economiche a seguito dell’aggiornamento dei costi, per verificare la sostenibilità di un intervento di riqualificazione e definire il costo unitario per alloggio. Tutte le opzioni restano aperte, con l’obiettivo di reimmettere nel più breve tempo possibile le unità immobiliari.
Riguardo agli interventi realizzati nel triennio 2024-2026, Itea ha investito in modo significativo nella riqualificazione del patrimonio, con 116 interventi su sistemi edificio–impianto che interesseranno a tendere 119 edifici per un totale di oltre 1.500 alloggi.
Nel solo 2025 sono state coinvolte circa mille unità immobiliari, con interventi che comprendono, tra gli altri, l’isolamento a cappotto di 19 edifici (260 unità) e la sostituzione delle caldaie centralizzate in 31 edifici (388 unità), oltre alla sostituzione di serramenti e caldaie autonome. Un insieme di azioni che ha comportato un investimento superiore ai 6 milioni di euro, con una riduzione dei consumi stimata oltre il 30%. Costante l’impegno sul fronte dell’eliminazione delle barriere architettoniche: nel 2025 sono stati completati 21 interventi su edifici Itea, per un totale di 138 alloggi interessati.
Sul piano amministrativo, nel 2025 Itea ha gestito oltre 120 procedure tra lavori, servizi e forniture, per un valore complessivo di circa 38 milioni di euro, tra appalti di manutenzione, nuovi bandi e affidamenti per servizi e incarichi professionali.
Walter Viola, direttore generale dell’Unità di missione strategica resilienza abitativa, sostenibilità e coesione territoriale della provincia di Trento, ha infine illustrato lo stato di avanzamento delle iniziative di rilancio territoriale “Ri-Urb” e “Ri-Val”, sottolineando come entrambe stiano procedendo in costante interlocuzione con gli enti locali. In particolare, l’attenzione si è concentrata su “Ri-Val”, progetto più recente e in fase di definizione operativa. È in corso il confronto con Euregio Plus per la definizione dell’offerta economico-finanziaria e del piano degli interventi, passaggio propedeutico alla costituzione del fondo e all’avvio della fase esecutiva. “Ri-Urb”, che può contare sull’esperienza del fondo housing sociale trentino, è invece atteso in partenza nei prossimi mesi. Nel complesso, le due iniziative attivano risorse per circa 210 milioni di euro.
Il problema dell’abitazione non riguarda solo l’ambito sociale, ma si estende anche alla cosiddetta “classe media”, troppo ricca per accedere ad un alloggio di edilizia pubblica, ma troppo povera per i prezzi del mercato privato dell’edilizia in Trentino che è degno più di una metropoli che di un territorio di provincia. Servirebbe un rilancio da parte della Provincia, dopo una decina d’anni di sostanziale abbandono, dello strumento delle cooperative edilizie per abbattere i costi di realizzazione di nuovi alloggi, sia tramite la costruzione ex novo che il recupero e riqualificazione di quello esistente, per abbattere il costo di acquisto o per favorire le locazioni a canone moderato. Sarebbe una leva per mettere a disposizione alloggi a costo sostenibile per tutti quei lavoratori richiesti dal sistema economico locale che arrivano da fuori Trentino, per i quali il costo della casa spesso costituisce un problema insostenibile rispetto al reddito disponibile.
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