Trento littoria: il consiglio comunale non revoca la cittadinanza onoraria al Duce

Non approvata la proposta del compagno Ianeselli di liberarsi della presenza del camerata Mussolini. Critiche di Svp, Pd e liste civiche al centro destra che con l’astensione ha fatto mancare il numero legale per l’approvazione.

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Il duce Benito Mussolini saluta la folla da un terrazzino.

La proposta avanzata dal sindaco di Trento, il compagno Franco Ianeselli, di liberare la città dell’ingombrante presenza della cittadinanza onoraria al camerata Benito Mussolini, in arte Duce d’Italia, non è passata nel consiglio comunale per il mancato raggiungimento del quorum dei quattro quinti nella votazione segreta che ha registrato 12 astensioni e 28 voti favorevoli.

Tra il 1924 e il 1927 quasi tutti i comuni d’Italia concessero la cittadinanza onoraria a Mussolini, salvo poi correre a cancellare il provvedimento nei decenni seguenti alla fine della dittatura, anche se molti comuni non sanno di avere tra i propri concittadini una presenza tanto ingombrante, visto che la stessa Trento se n’è accorta solo di recente. Ma a Trento Mussolini ha vissuto e lavorato tra il 1909 e il1910 come giornalista fino a diventare caporedattore de “il Popolo”, presenza tutt’altro che trascurabile.

Il voto del consiglio comunale di Trento ha destato parecchie reazioni, a partire da quella dello stesso sindaco: «è andato tutto come previsto. La questione era semplice. C’è un dittatore che ha portato un Paese sull’abisso e che si è scoperto avere la cittadinanza onoraria. Revocarla era un atto dovuto, ci si poteva mettere un secondo. Evidentemente per qualcuno era più importante che Mussolini rimanesse cittadino onorario».

Di diverso avviso il capogruppo di Fratelli d’Italia ed ex candidato sindaco, Ilaria Goio: «le cittadinanze onorarie esauriscono i loro effetti, dal punto di vista giuridico, con la morte dell’insignito. Queste questioni rimangono come tracce storiche del passato e come tali possono essere giudicate o condannate. La destra italiana ha fatto i conti con il passato, consegnando il Novecento allo studio degli storici e riconoscendosi pienamente nei valori e nel dettato della Costituzione. Che noi difendiamo e nei quali tutta la nostra comunità si riconosce. Mussolini e il fascismo appartengono al passato, e Fratelli d’Italia guarda al futuro senza nostalgie».

Netta la condanna da parte del presidente della regione Trentino Alto Adige, Arno Kompatscher (Svp): «la mia posizione è chiara. Voler mantenere un criminale come cittadino onorario è inspiegabile, imperdonabile, inaccettabile e sciocco».

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