Concessione A22: la gara già avviata prosegue ma purgata della prelazione

Mit: «obiettivo è giungere entro fine anno con nominativo nuovo concessionario». I soci uscenti affilano le armi dinanzi ad un fallimento di strategia.

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Autobrennero concessione a22 autostrada del brennero
La sede di Autobrennero a Trento.

Dopo un lungo tira e molla, il ministero delle Infrastrutture e trasporti di Matteo Salvini annuncia la capitolazione dinanzi alla sentenza della Corte di giustizia europea che ha cassato la prelazione in tutti gli appalti pubblici, decidendo la conclusione dell’iter per l’aggiudicazione della nuova concessione di A22, scaduta da 11 anni, procedendo con la gara avviata il 31 dicembre 2024 ma «escludendo la prelazione per il proponente», ovvero il jolly vincente per i soci territoriali di Autostrada del Brennero Spa.

Gli esiti dei lavori della commissione incaricata di valutare l’ammissibilità delle candidature avanzate, a seguito della prima fase della gara, danno garanzia, per numero di ammessi, che si tratterà di una vera competizione a favore dell’interesse pubblico. Ma bisogna vedere la dimensione dei vari partecipanti, perché al momento il concessionario uscente scaduto sembra essere quello finanziariamente più gracile rispetto ai principali protagonisti del settore, spesso internazionali.

Nel frattempo per la preventiva approvazione, è stata inviata al Cipess la proposta, che sarà la base delle offerte. Si procederà poi con la fase di invito a formalizzare le offerte e quindi la commissione valuterà ed individuerà l’aggiudicatario. L’obiettivo è quello di giungere a «entro la fine del corrente anno con il nominativo del nuovo concessionario».

La decisione del Mit è una doccia gelata per le ambizioni dei soci territoriali di Autobrennero: per il presidente della regione Trentino Alto Adige e azionista singolo di maggioranza di A22, Arno Kompatscher, «sapremo far valere le nostre possibilità e i nostri diritti. Da un lato come soci dell’Autostrada del Brennero, dall’altro come rappresentanti dei territori». Ma l’amarezza per l’esito della caducazione della prelazione è forte vista la perdita del jolly per riconquistare il timone della concessione anche in caso di offerta perdente rispetto alla concorrenza.

Da parte dell’opposizione si rigira e affonda il coltello nella ferita dell’approssimazione con cui tutta la vicenda è stata gestita dalla compagine a guida degli esponenti della Salvini premier: per il deputato trentino del Pd, Sara Ferrari, «quante palesi sottovalutazioni sono emerse in questo lasso di tempo. Ora ci troviamo nello scenario peggiore: in gara senza il paracadute della prelazione. Ma non ci troviamo in questa situazione per caso o perché inaspettatamente si è materializzata una situazione non prevista! Ci troviamo così perché qualcuno per parte politica e tecnica ci ha portati fino a qui, ignorando ostinatamente i segnali di allarme».

Ferrari guarda a quanto accaduto per il rinnovo della concessione Venezia-Trieste: «come Pd con il Ministero avremmo costruito le condizioni giuridiche per un affidamento in house. Condizioni che, come noto i nostri vicini di casa, veneti e friulani hanno utilizzato per una loro concessione autostradale».

Vedono il bicchiere mezzo pieno i vertici dell’Emilia Romagna che da anni attendono il rinnovo della concessione A22 per sbloccare la bretella di Sassuolo e della Cispadana, affidate entrambe ad A22, ma vincolate al rinnovo della concessione. «Prendiamo atto della decisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di proseguire con la gara per l’aggiudicazione della nuova concessione della Autostrada del Brennero A22, garantendo un confronto competitivo. Si tratta di un passaggio che speriamo sia definitivo per un’infrastruttura strategica per il sistema logistico e produttivo del Paese, che interessa direttamente anche l’Emilia Romagna» affermano in una nota il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale a Infrastrutture e Trasporti, Irene Priolo.

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