Mercoledì 25 marzo (ore 20.00) la stagione dei concerti della Fondazione Filarmonica di Trento accoglie nella Sala Filarmonica il Quartetto Indaco, una delle formazioni più interessanti della nuova generazione cameristica europea, protagonista di un concerto che intreccia repertorio, contemporaneità e identità artistica con rara coerenza.
Primo ensemble italiano a vincere il Concorso Internazionale di Musica da Camera di Osaka, il Quartetto Indaco (composto da Eleonora Matsuno e Ida di Vita, violini; Jamiang Santi, viola; Cosimo Carovani, violoncello) si è rapidamente affermato per la qualità del suono e per una visione musicale capace di coniugare rigore e apertura, tradizione e sperimentazione. La critica ne ha sottolineato «lo splendore del suono, la perfezione dell’equilibrio e l’impeccabilità esecutiva», riconoscendo in questa formazione una voce autentica e riconoscibile nel panorama internazionale.
Nato dall’incontro di sensibilità artistiche diverse, il quartetto ha costruito negli anni un percorso che va oltre il concerto tradizionale, portando la musica in contesti inusuali e sviluppando progetti che dialogano con il presente. Dalla residenza con Milano Classica alle collaborazioni con istituzioni come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, fino al recente debutto alla Wigmore Hall di Londra, il loro cammino si distingue per una costante tensione verso nuove forme di comunicazione e ascolto.
Il programma proposto a Trento riflette pienamente questa identità della formazione: accanto al Quartetto op. 10 di Claude Debussy e al monumentale op. 59 n. 1 “Razumovsky” di Ludwig van Beethoven, trova spazio Isle of Voices, nuova composizione di Cosimo Carovani, che trasforma il quartetto in una mappa sonora contemporanea, attraversata da echi, memorie e suggestioni timbriche. Un percorso compatto ma stratificato, in cui la scrittura cameristica diventa luogo di trasformazione continua, capace di mettere in relazione linguaggi, epoche e visioni.
«Il Quartetto Indaco rappresenta in modo esemplare una nuova idea di musica da camera, in cui la qualità esecutiva si unisce a una forte responsabilità artistica – commenta Alessandro Arnoldo, direttore artistico della Fondazione Filarmonica di Trento -. Il loro lavoro non si limita all’interpretazione, ma costruisce contesti, relazioni, prospettive: è proprio questa capacità di abitare il presente che rende il loro ritorno in Filarmonica particolarmente significativo».
Per informazioni sui biglietti e sul programma completo: filarmonica-trento.it. Biglietti disponibili online e presso gli uffici della Fondazione in via Giuseppe Verdi 30 a Trento (lun–ven, 8:30–12:30).
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