Bilancio di metà legislatura del governo dell’Alto Adige

Kompatscher: «avviato il 90% del programma. Bene l’avallo dell’Austria alla riforma dello Statuto speciale di Autonomia».

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Bilancio di metà legislatura Riforma statuto
Il presidente della regione Trentino Alto Adige e della provincia di Bolzano, Arno Kompatscher.

Bilancio di metà legislatura per la coalizione di governo a cinque che guida l’Alto Adige: per il presidente della giunta, Arno Kompatscher «possiamo nel complesso affermare con soddisfazione che la giunta provinciale ha avviato circa il 90% delle misure previste nel programma di governo, portandone a compimento già una parte».

Il comitato di coalizione si è riunito a Vipiteno per valutare lo stato di attuazione del programma e definire le priorità per il prossimo futuro. I rappresentanti di Südtiroler Volkspartei, Fratelli d’Italia, Forza Italia, La Civica e Die Freiheitlichen hanno espresso un bilancio intermedio complessivamente positivo.

Tra i temi centrali del bilancio di metà legislatura dell’azione dell’esecutivo svolta finora figurano le misure contro il carovita, le agevolazioni fiscali per le imprese che offrono retribuzioni migliori e gli interventi di sostegno a favore dei titolari di pensioni minime e sociali. Anche nel settore dell’edilizia abitativa, la riforma approvata lo scorso anno ha segnato passi importanti per contrastare l’aumento dei costi e «ulteriori misure in tal senso si rendono necessarie e urgenti, anche alla luce dell’attuale e complessa situazione internazionale».

Tra i pilastri della legislatura c’è sempre la riforma dell’Autonomia, il cui iter «è a buon punto. La maggioranza di governo può tuttavia vantare risultati anche in molti altri ambiti». Ad esempio, l’avvio delle procedure per la legge sul volontariato e per il nuovo accordo di programma sul finanziamento dei comuni. «Progressi sono stati compiuti anche in altri settori: numerosi progetti legati alle infrastrutture e alla mobilità sono in fase di realizzazione».

Durante il vertice per il bilancio di metà legislatura l’attenzione è stata rivolta ai punti dell’accordo di coalizione ancora aperti che richiedono attuazione, come ad esempio l’accorpamento degli uffici dei Garanti sotto un’unica struttura. «In una coalizione a cinque, la comunicazione e il confronto paritario sono fondamentali», hanno sottolineato i rappresentanti dei cinque partiti. Fermo restando il rispetto dei valori fondamentali stabiliti nel programma di governo, all’interno della coalizione vi è pieno consenso sul fatto che una democrazia viva si nutra di pluralismo e di una sana cultura del dibattito: «questo vale anche per l’occasionale confronto su posizioni ideologiche differenti all’interno della maggioranza».

Kompatscher ha accolto favorevolmente lo scambio di note avvenuto tra i governi italiano e austriaco in merito alla riforma dello Statuto di Autonomia del Trentino Alto Adige che sta per compiere l’ultimo passo. «Sono lieto che questo scambio di note abbia avuto luogo. Si tratta della conferma di una prassi diplomatica consolidata tra l’Italia e l’Austria. È anche la conferma che entrambi gli Stati continuano a riconoscere il fondamento di diritto internazionale dell’Autonomia altoatesina, rappresentato dall’Accordo di Parigi. Da ciò deriva anche la funzione di tutela dell’Austria rispetto al rispetto degli obblighi contrattuali. Proprio anche in riferimento al cosiddetto “pacchetto” dell’Autonomia altoatesino, con il quale è stato sostanzialmente attuato tale Accordo di Parigi, e alla successiva prassi tra i due Stati. Questo è un ulteriore scambio di note, dopo che negli scorsi anni vi sono già stati più volte altri tra l’Austria e l’Italia riguardanti diversi adeguamenti dell’Autonomia altoatesina».

L’Austria, in qualità di “potenza tutrice” dell’Alto Adige, accoglie con favore la riforma dell’Autonomia altoatesina, che ha già superato tre delle quattro letture, in quanto modifica una legge costituzionale. Il cancelliere Christian Stocker e il ministro degli Esteri, Beate Meinl-Reisinger, hanno parlato di una «salvaguardia e un rafforzamento dell’Autonomia dell’Alto Adige». All’inizio della scorsa settimana è giunta a Vienna una lettera della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con la quale ha informato Stocker riguardo ai contenuti della riforma. Lo scambio di note si concluderà con l’invio di una risposta di Stocker a Meloni, nella quale il cancelliere sottolineerà, tra l’altro, l’importanza dei «continui sforzi» di Austria e Italia per «l’attuazione e l’ulteriore sviluppo dell’Autonomia altoatesina». E, a rimorchio, di quella trentina.

L’Austria non solleverà «alcuna obiezione». La riforma, viene spiegato, rappresenta un «ripristino» di importanti competenze che dal 1992 erano andate «perdute o limitate», come ad esempio nel settore del pubblico impiego. Inoltre, l’autonomia verrebbe rafforzata e tutelata attraverso nuove competenze legislative in materia di pianificazione territoriale, tutela ambientale e gestione della fauna selvatica, aspetto confermato anche dall’ancoraggio di una “potestà legislativa esclusiva”.

Le modifiche allo Statuto che prevede la riduzione da quattro a due anni del requisito di residenza per l’esercizio del diritto di voto attivo a livello provinciale e comunale sulla base delle richieste del gruppo linguistico italiano in Alto Adige, secondo Vienna «non modifica la posizione dell’Austria. Sebbene tale misura, unitamente a una flessibilizzazione del proporzionale etnico nella Giunta provinciale e nelle Giunte comunali, possa allentare “ingoli standard di tutela per il gruppo linguistico tedesco e ladino», nel complesso si tratterebbe di un «considerevole rafforzamento dell’Autonomia».

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