Sistema portuale di Venezia e Chioggia: valore di produzione a quota 15 miliardi

Lo studio della Cgia di Mestre: coinvolte 1.442 le aziende per 44 miliardi di valore creato.

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Sistema portuale di Venezia e Chioggia

Con 1.442 aziende attive, il sistema portuale di Venezia e Chioggia genera un valore della produzione pari a circa 15 miliardi di euro, corrispondente al 51% del totale del comune veneziano. È quanto emerge da uno studio realizzato dal Centro Studi Sintesi della Cgia di Mestre (Venezia) e presentato in occasione del compleanno della città lagunare, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

Stando ai dati, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti, il valore complessivo raggiunge i 44,2 miliardi di euro, con una distribuzione che interessa per il 54,6% l’area metropolitana di Venezia, per il 14,5% il resto del Veneto e per il 30,9% il territorio nazionale. In termini di Pil, invece, il contributo è pari al 6,5% di quello regionale (13 miliardi) e a 19 miliardi su scala nazionale.

Nel 2025, nonostante le tensioni geopolitiche e le criticità nelle catene logistiche globali, si è registrata una crescita dei traffici con 26,2 milioni di tonnellate di merci movimentate (+5,1%), 533.000 Teu (+11,2%), 3.235 navi e 735.000 passeggeri (+4,7%).

Come ha sottolineato il presidente dell’Autorità, Matteo Gasparato, a margine della presentazione, si tratta di «numeri importantissimi e bisogna raccontarli e farli capire oltre che intraprendere una serie di iniziative con le associazioni e con le aziende del territorio per rendere piùsimpatica” la nostra presenza. Anche perché Venezia è nata con il suo porto e quindi bisogna continuare a ricordarlo».

Particolarmente rilevante è, secondo lo studio, l’impatto occupazionale: il sistema portuale di Venezia e Chioggia impiega direttamente 26.898 addetti, mentre l’occupazione complessiva, includendo l’indotto, coinvolge 218.853 persone, distribuite tra area metropolitana (58%), resto d’Italia (28,2%) e Regione Veneto (13,8%).

Alla presentazione dello studio si è poi parlato anche del percorso verso la sostenibilità ambientale del sistema, con un Piano operativo triennale 2026-2028 che prevede interventi per la riduzione degli impatti ambientali, l’efficienza energetica e il ripristino degli ecosistemi lagunari, tra cui il progetto di riqualificazione morfologica nell’area di Malamocco, con la realizzazione di 66 ettari di barene e 33,4 ettari di velme. In questo contesto si inserisce il programma “Il Porto per il Territorio”, attraverso iniziative culturali, educative e di apertura degli spazi portuali.

«Nel 2026 si completerà l’elettrificazione delle banchine con l’utilizzo dei fondi del “cold ironing”. Le navi ormeggiate spegneranno i motori termici e potranno alimentarsi dalla rete, quindi l’inquinamento acustico e ambientale saranno abbattuti – ha sottolineato Gasparato -. E’ chiaro che va implementata la rete con i pannelli fotovoltaici e tutte le altre forme di creazione dell’energia per riuscire a tenere in piedi questa importante innovazione che è in atto e che terminerà tra il 2026 e i primi del 2027».

Anche sul costo dell’energia «ci aspettiamo sicuramente delle ripercussioni – ha aggiunto Gasparato -. Stiamo lavorando anche per riorganizzare il tipo di lavoro, per cercare di fare in modo che ci siano magari più carichi. E anche questo dipende poi dalla navigabilità dei vari canali. Devo anche dire che ci sarà anche un problema, probabilmente con il rigassificatore. Sono cose inaspettate, ma ci stiamo organizzando, tenendo un rapporto diretto con la Port Community: tutti i giorni ci sentiamo e cerchiamo di agevolare anche chi arriva con un rapporto stretto con la Capitaneria».

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