Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Documento di economia e finanza regionale (DEFR) 2026-2028 e della Nota di aggiornamento, il principale strumento di programmazione dell’ente che individua le linee programmatiche e le scelte strategiche su cui si costruirà la manovra di bilancio dei prossimi anni.
Per il presidente della regione, Alberto Stefani, «in un quadro politico ed economico internazionale complesso e in continua evoluzione, è necessario che la Regione dimostri responsabilità, visione, capacità di scegliere e sappia agire con determinazione, orientando le proprie decisioni verso obiettivi chiari e sostenibili. L’approvazione del DEFR rappresenta un passaggio fondamentale dell’azione amministrativa, perché consente di tradurre le priorità politiche in scelte concrete».
«Questo documento traccia una direzione precisa: valorizzare la centralità della persona e i suoi bisogni, rafforzare la collaborazione con le amministrazioni, consolidare il legame tra programmazione e risultati, nell’interesse dei cittadini e del territorio – prosegue Stefani -. Dopo i tavoli sulla semplificazione amministrativa, sulla sburocratizzazione e sul coordinamento con il mondo universitario, primi strumenti concreti di un nuovo metodo fondato sulla partecipazione, continueremo con decisione a dare attuazione al Programma di Governo. Le nostre priorità sono la sanità, il sociale, lo sviluppo economico, i giovani – protagonisti delle politiche regionali su lavoro, diritto allo studio, formazione, competenze e innovazione – l’Autonomia e il federalismo fiscale responsabile, intesi come patto di efficienza tra istituzioni e cittadini, fondati sul lavoro e sulla solidarietà. Un programma strategico per il futuro del Veneto, sul quale auspico coesione e sinergia da parte dell’Assemblea legislativa veneta».
L’approvazione del DEFR 2026-2028 del Veneto è stato un lavoro corale tra Consiglio e le commissioni, come ha sottolineato l’assessore al Bilancio, Filippo Giacinti: «le Commissioni consiliari per il lavoro approfondito svolto in fase istruttoria e il Consiglio regionale per aver approvato il provvedimento in tempi celeri, consentendo ora di procedere con l’iter per l’approvazione del bilancio di previsione. Pur nelle dinamiche dei lavori, le parti sono state collaborative, cercando reciprocamente punti d’incontro: è stato ritirato il 28 % degli emendamenti; di quelli oggetto di votazione ne è stato accolto il 38%. Un risultato che testimonia senso di responsabilità istituzionale e attenzione verso le esigenze dei cittadini e dei territori».
«Con questo documento – sottolinea Giacinti – rafforziamo un’impostazione che mette al centro la qualità della spesa, la capacità di programmare, il governo responsabile delle risorse pubbliche, il potenziamento delle banche dati come base delle decisioni politiche e il collegamento tra risorse e obiettivi. Un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi anche attraverso il confronto con i territori e i portatori di interesse, per costruire un bilancio sempre più condiviso ed efficace».
Il DEFR si conferma come il perno della programmazione regionale, strumento attraverso cui vengono definite le priorità politiche e tradotte in indirizzi operativi e finanziari. Tre gli ambiti principali di intervento individuati dal documento:
Sociale e Salute, come pilastri della coesione e della qualità della vita, con particolare riferimento ai trend demografici, che evidenziano l’innalzamento dell’età media e dell’indice di vecchiaia;
Economia e Tecnologia, per sostenere lavoro, competitività, innovazione, sviluppo economico imprenditoriale;
Territorio e Infrastrutture, con un impegno forte sulla sicurezza idraulica, stradale, sulla rigenerazione urbana e sulla sostenibilità.
Tra le novità qualificanti la nuova introduzione, a livello regionale, del set di indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES), che consentirà di monitorare in modo più puntuale l’impatto delle politiche pubbliche.
Il DEFR affronta inoltre i nodi centrali della sostenibilità e dell’Agenda 2030, la fase di chiusura degli interventi finanziati dal PNRR, che per il Veneto valgono oltre 14 miliardi di euro, passaggio cruciale per il completamento degli investimenti strategici sul territorio regionale e la piena attuazione dei Programmi cofinanziati dai fondi europei.
«Sui fondi europei – ha ricordato Giacinti – abbiamo compiuto una scelta politica chiara. L’adesione ai nuovi Regolamenti europei sul riesame intermedio della politica di coesione 2021-2027 ha consentito alla Regione Veneto di rivedere i Programmi FESR e FSE+, ottenendo due risultati strategici: l’incremento del cofinanziamento europeo dal 40 al 50% e la proroga di un anno dei tempi di attuazione. Questo ha reso disponibili ulteriori risorse, pari a 50 milioni di euro per il piano casa e 28 milioni per interventi di resilienza idrica».
Per l’assessore allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, «l’approvazione in tempi record del DEFR 2026-2028 conferma la capacità della Regione del Veneto di programmare con anticipo e dare certezze a imprese e territori». Il documento punta su semplificazione amministrativa, sburocratizzazione, con un tavolo permanente per ridurre tempi e costi burocratici, e sul rafforzamento di industria, PMI e artigianato, con strumenti per l’accesso al credito e garanzie come “basket bond” e “crowdfunding”. Tra le priorità anche innovazione (start-up, trasferimento tecnologico, space economy), sostenibilità ESG e “reshoring”, con una rafforzata collaborazione con i distretti industriali, del commercio, reti innovative, Università e con le regioni del Nord/NordEst. Sul fronte energia, previsto il nuovo Piano energetico regionale con più rinnovabili ma nelle zone idonee ed accelerate, efficienza per le PMI e comunità energetiche.
Sarà predisposto un piano di azione ed uno studio, sulla gestione delle concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029, al fine di favorire una attenta gestione, tutela del territorio, anche montano, e reali vantaggi economici alla Regione. Il Veneto rafforza inoltre il proprio ruolo nei programmi europei Interreg 2021-2027, con nuovi bandi nel 2026 e maggiore integrazione tra fondi. Il DEFR interviene anche su turismo, lavoro, formazione, istruzione e ambiente, con focus su Porto Marghera, potenziamento della ZLS Venezia Rovigo e adattamento climatico, oltre alla valorizzazione del sistema fieristico e dell’internazionalizzazione.
«Un documento strategico – conclude Bitonci – per un Veneto più competitivo, innovativo e sostenibile».
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