Pesce siluro nel lago di Garda: vertice tra pescatori e regione Veneto

Bond: «trasformare il problema in opportunità; subito aiuti e sostegno alla filiera. Attenzione anche al cormorano che incide sulla fauna ittica».

129
pesce siluro
Bond e Ruzza (al centro) con i pescatori gardesani a Calmasino.

La crescente presenza del pesce siluro nel Lago di Garda rappresenta oggi una delle principali criticità ambientali ed economiche dell’area. Le catture di questa specie alloctona ed altamente invasiva sono aumentate sensibilmente negli ultimi anni. In più, il siluro è considerato un “super-predatore”: si nutre di numerose specie ittiche e altera profondamente l’equilibrio del lago, mettendo a rischio la biodiversità. La sua elevata capacità di adattamento – può vivere anche in acque con poco ossigeno o condizioni difficili – lo rende particolarmente competitivo rispetto alla fauna locale

Un quadro che ha portato amministratori e categorie a chiedere un intervento regionale, sfociato nell’incontro promosso a Calmasino dall’assessore regionale alla pesca, Dario Bond, assieme con il collega veronese assessore regionale ai trasporti, Diego Ruzza, con pescatori, tecnici e istituzioni locali.

«Il pesce siluro è una problematica annosa, segnalata da tempo dal territorio – ha spiegato Bond – tanto che è stato chiesto un intervento regionale per individuare soluzioni concrete. È un fenomeno che va affrontato con serietà, perché sta creando difficoltà reali alla pesca e all’equilibrio del lago. Accanto agli aspetti critici, però, emerge anche una possibile opportunità economica: il siluro ha infatti un mercato consolidato soprattutto nei Paesi del Nord Europa, come Germania, Repubblica Ceca e Polonia. Non si tratta quindi di pescare un prodotto destinato a essere scartato: esiste già una filiera commerciale reale. Il prezzo del pesce fresco si aggira attorno ai 2,50-2,70 euro al chilo e viene regolarmente consumato».

L’obiettivo della Regione Veneto, d’accordo coi pescatori, è quindi duplice: contenere l’impatto ambientale e valorizzare economicamente la specie, così come si sta facendo con il granchio blu: «ci attiveremo per rafforzare la filiera commerciale del siluro, garantendo ai pescatori uno sbocco certo e strutturato. Questo significa dare stabilità al mercato e trasformare una criticità in una risorsa».

Parallelamente, resta centrale il sostegno alla pesca professionale gardesana: «dobbiamo stare vicino ai pescatori, che rappresentano una realtà importante ma non strutturata su larga scala – ha aggiunto Bond -. Serve supporto concreto, sia nella sperimentazione sia nell’acquisto di attrezzature adeguate, perché cambia il sistema di pesca e cambiano anche le reti necessarie».

Un aiuto potrà arrivare anche dai fondi europei: «attraverso i fondi Feampa possiamo intervenire per sostenere il settore, ad esempio realizzando centri di stoccaggio temporaneo. Nei periodi caldi è fondamentale mantenere il pesce a temperatura controllata per garantirne la qualità e il valore commerciale». 

Nel corso del confronto è emersa anche un’altra criticità che incide sull’equilibrio del lago: «abbiamo affrontato anche il tema del cormorano, e della necessità di avviare interlocuzioni con Ispra. È urgente predisporre un piano specifico per il lago di Garda, perché questo volatile può incidere pesantemente sulla fauna ittica, arrivando a compromettere anche il novellame, cioè la base della pesca futura. Su questo fronte ci impegneremo».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata