
Nell’ambito di una proficua collaborazione con “il Sole 24 Ore” che ha fatto fare un salto di qualità alla manifestazione, è stata presentata a Milano la XXI edizione del Festival dell’Economia di Trento che nell’edizione 2026 verterà sul tema “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani” e con un’estensione a cinque giorni, da mercoledì 20 a domenica 24 maggio.
L’evento, organizzato assieme a Trentino Marketing e alla provincia di Trento, con il contributo dell’università e comune di Trento, si preannuncia di grande interesse e molto attuale. Un titolo che mette a confronto, da un lato, gli scenari della geopolitica che hanno visto le leggi del mercato e la globalizzazione tramontare come punto di riferimento e cedere il passo a nuovi centri di potere come le Big Tech, che concentrano ricchezza e controllano le chiavi dell’intelligenza artificiale, e le autarchie di Russia e Cina e, dall’altro, le speranze dei giovani di fronte a paure e incertezze.
L’Europa si trova in una posizione particolarmente vulnerabile, stretta tra la pressione di Trump, il rallentamento economico, la mancanza di leadership e una crisi demografica sempre più acuta. La risposta a queste sfide passa da una priorità: restituire ai giovani la speranza nel futuro, trasformando l’Italia e l’Europa in luoghi attrattivi per le nuove generazioni.
Spiega il presidente dell’Advisory Board e del Comitato scientifico del Festival dell’Economia di Trento, Fabio Tamburini, direttore de “il Sole 24 Ore”, “Radio 24” e dell’agenzia “Radiocor”: «la convinzione che il mercato sia uno strumento regolatorio perfetto dei rapporti economici internazionali è crollata. Oggi le cinque Big Tech – Nvidia, Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon – hanno un peso economico equivalente a quello dei 27 Paesi dell’Unione europea, con la differenza che in questi Paesi ci sono delle democrazie, per quanto imperfette, mentre le cinque grandi aziende tecnologiche, invece, sono guidate da cinque amministratori delegati che hanno in mano i destini del mondo senza essere sottoposti ad alcuna verifica democratica». E che, magari, nei fatti non si fanno scrupolo di rispettare leggi e diritti, saccheggiando per il proprio utile il lavoro altrui, salvo lamentarsi quando vengono platealmente scoperti.
Temi che a Trento verranno affrontati con il contributo dei maggiori rappresentanti del panorama accademico nazionale ed internazionale (111), economisti (35) e Premi Nobel (4), ministri del Governo (confermati a oggi 16), esponenti delle istituzioni (87) e della business community economica e finanziaria (oltre 90) in una manifestazione che ha assunto una dimensione ancora più internazionale, come testimoniato dai tanti media stranieri partner e dall’aumento dei relatori provenienti dall’estero attraverso oltre 700 relatori e più di 300 eventi.
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