Crisi editoria trentina e ritardi dell’assessore Spinelli nel sostenere il settore

Paissan: «sono passati 40 giorni dalla presentazione della “Piattaforma degli Editori digitali indipendenti” volta a sostenere l’occupazione giornalistica, ma le risposte latitano». Angeli: «serve un’azione di sostegno al pluralismo da parte della Provincia».

805
editoria trentina
La crisi dell'editoria trentina al centro dell'attenzione di Eleonora Angeli (a sx) e di Achille Spinelli (a dx).

L’editoria trentina soffre di una forte, perdurante crisi dovuta, da un lato, alla concentrazione delle testate giornalistiche in pochissime mani, specie di soggetti che sono editori con forti interessi nel mondo dell’economia locale e regionale, e, dall’altro, un continuo calo della redditività del settore, sia da vendite che da raccolta pubblicitaria.

In questo contesto sicuramente difficile, operano anche tante lodevoli iniziative editoriali giornalistiche indipendenti, spesso attivate da giornalisti espulsi da testate in crisi o fallite, che grazie al digitale si sono trasformati in editori garantendo quel pluralismo democratico che la concentrazione delle testate tradizionali ha fatto venire meno.

«Come Figec – afferma il referente del Trentino della Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione, Enrico Paissan – abbiamo supportato la richiesta degli editori indipendenti attivi nel digitale volta ad equiparare il sostegno erogato dalla Provincia di Trento al settore, superando l’attuale, odiosa distinzione tra editoria digitale completamente autonoma e indipendente e quella emanazione di altre testate (quotidiani, radio, televisioni, ecc.) che penalizza i primi con un sostegno economico praticamente dimezzato, nonostante l’impossibilità di fare quelle economie di scale permesse alle altre realtà digitali e nonostante la preclusione all’accesso ai contributi pubblici statali garantiti alle testate di minoranze etniche o edite in forma di cooperative o di fondazione, o alle emittenti radiotelevisive».

«Figec, così come gli editori digitali indipendenti, stigmatizza questa disparità di trattamento che si riverbera anche sul sostegno all’assunzione di personale giornalistico, visto che questo è praticamente dimezzato rispetto a quello garantito per le testate digitali emanazione di altre realtà editoriali – sottolinea Paissan -. A fronte di parità di prodotto digitale e di lavoro giornalistico, il contributo per l’assunzione di giornalisti deve essere il medesimo, specie ora che il settore invece di assumere spesso è costretto a licenziare».

Paissan punta sul vertice politico dell’Autonomia trentina: «stupisce che a 40 giorni dalla presentazione al vicepresidente della Provincia di Trento nonché assessore allo sviluppo economico e lavoro, Achille Spinelli, di un’articolata piattaforma stesa dagli editori digitali indipendenti del Trentino – cui ha collaborato la stessa Figecnon sia ancora giunta una risposta concreta, positiva o negativa, da parte della politica. Il che è grave, se si considera che è stato lo stesso vicepresidente Spinelli a chiedere la formulazione di una piattaforma unitaria da parte di tutti gli editori interessati».

«Figec sollecita l’assessore Spinelli ad attivarsi, anche per evitare di lasciare il settore nell’incertezza operativa, possibilmente accogliendo le richieste formulate per garantire lo sblocco di nuove assunzioni – cosa particolarmente auspicabile in questo preciso contesto storico del lavoro giornalistico in crisi –, l’avvio degli investimenti per l’aggiornamento tecnologico e la continuazione del prezioso servizio informativo reso alla popolazione, soprattutto a garanzia del pluralismo riconosciuto e valorizzato dalla Costituzione, richiamato continuamente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dalle istituzioni europee».

Sulla questione della difficoltà dell’editoria giornalistica trentina interviene anche il consigliere provinciale Eleonora Angeli (Gruppo Misto) che accoglie le doglianze degli editori indipendenti e del sindacato Figec, presentando alla stessa Provincia – e in particolar e al vicepresidente Spinelli – un’interrogazione. «Paissan denuncia la crisi dell’editoria trentina e il “silenzio della Provincia”», evidenziando «una situazione di forte difficoltà per il comparto editoriale, segnata dalla concentrazione delle testate, dalla riduzione delle risorse economiche e dalle ricadute sull’occupazione giornalistica e sul pluralismo dell’informazione».

L’interrogazione depositata dalla consigliera Angeli riprende queste criticità e propone due direttrici di intervento principali. La prima riguarda l’istituzione di un fondo provinciale per l’editoria, con particolare attenzione all’innovazione digitale, prevedendo contributi a fondo perduto fino all’80% per sostenere investimenti tecnologici, sviluppo e sicurezza delle piattaforme editoriali. La seconda proposta riguarda la definizione di un piano editoriale provinciale annuale, volto a garantire trasparenza ed equità nella distribuzione delle risorse pubbliche destinate alla comunicazione istituzionale.

«Il sistema dell’informazione, comprendente sia la carta stampata sia l’editoria digitale, rappresenta un pilastro fondamentale della vita democratica, del pluralismo e del diritto dei cittadini ad essere informati – afferma la consigliera Angeli –. E attraverso un piano editoriale provinciale è possibile garantire una comunicazione più equilibrata e pluralista, assicurando pari visibilità e corretto accesso all’informazione per tutti i consiglieri provinciali».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata