Un investimento industriale che segna un cambio di passo nella strategia di valorizzazione del prodotto e nella gestione della filiera: Trentingrana ha avviato presso la sede produttiva di Spini di Gardolo la nuova linea di confezionamento, tassello chiave del piano strategico avviato nel 2022.
L’intervento si inserisce nel più ampio progetto di filiera sostenuto anche dalle risorse del Pnrr, che ha visto il sistema ottenere finanziamenti per complessivi 43 milioni di euro, e punta a rafforzare il posizionamento dei formaggi trentini, a partire dal grana, su segmenti a maggior valore aggiunto.
Non si tratta solo di un aggiornamento tecnologico, ma di una scelta industriale precisa: spostare progressivamente il baricentro dalle forme intere al prodotto lavorato, aumentando il controllo sulla filiera e intercettando una domanda sempre più orientata a qualità, servizio e riconoscibilità del marchio aumentando la marginalità del prodotto anche a vantaggio della filiera lattiera che può fruire di un maggiore valore liquidato del latte prodotto, specie in un periodo critico come l’attuale.
I numeri confermano la traiettoria intrapresa da Trentingrana. Nel 2025 la quota di forme intere è scesa al 44% (dal 56% del 2024), mentre il confezionato è salito al 40% (dal 33%) e il grattugiato al 16% (dall’11%). Una trasformazione che ha generato effetti concreti sui risultati economici: il fatturato ha raggiunto circa 67 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, pur a fronte di una riduzione delle vendite pari a circa 7.000 forme equivalenti.
Al centro dell’investimento vi è la nuova macchina confezionatrice, capace di “vestire” le porzioni di grana con un abito lussuoso, scelta per allineare il prodotto agli standard dei formaggi premium. Il nuovo confezionamento, oltre a migliorare l’impatto visivo e la percezione qualitativa, consente di ampliare gli spazi di comunicazione, anche all’interno dell’incarto, rafforzando la relazione con il consumatore finale. L’operazione ha coinvolto non solo l’ambito tecnologico, ma anche quello organizzativo e comunicativo, con investimenti in competenze e nello sviluppo della nuova identità grafica.
«Questo investimento rappresenta un passaggio fondamentale nella strategia del Consorzio – sottolinea il direttore di Concast, Marco Ramelli –. Stiamo lavorando per spostare valore lungo la filiera, aumentando la quota di prodotto lavorato e migliorando il nostro posizionamento sul mercato. L’obiettivo è chiaro: rendere il Trentingrana sempre più riconoscibile come prodotto premium e, allo stesso tempo, garantire una remunerazione più sostenibile per gli allevatori. È una sfida industriale, ma anche cooperativa, perché riguarda l’equilibrio complessivo del sistema».
«Con questa nuova linea – aggiunge il presidente Stefano Albasini – compiamo un ulteriore passo verso un modello di sviluppo che mette al centro il valore del prodotto e il lavoro dei nostri allevatori. Il nostro è un sistema zootecnico di montagna, dove la dimensione media delle stalle è di circa 20 capi, contro gli 80 della pianura: questo significa che non possiamo competere sulla quantità, ma dobbiamo farlo sulla qualità. Rafforzare il posizionamento premium del Trentingrana e presidiare direttamente le fasi di lavorazione e confezionamento è la strada per garantire sostenibilità economica e un giusto reddito alle aziende agricole che sono il cuore della nostra cooperazione».

Gli investimenti hanno riguardato anche l’approntamento di una linea di produzione di formaggio grana a cubetti, «prodotto particolarmente indicato per eventi e cocktail» sottolinea il responsabile commerciale e marketing, Simone Bonapace, anche per la migliore garanzia di igienicità del prodotto rispetto alle tradizionali mezze forme e quarti di formaggio su vassoio, e quella del grattuggiato, che, sottolinea Bonapace, «oltre a garantire maggiore servizio al consumatore, offre tra l’altro il vantaggio di valorizzare meglio gli sfridi di produzione che prima subivano un pesante deprezzamento, tanto che solo quest’operazione consente di recuperare oltre un milione di valore tanto da ammortizzare rapidamente il costo dell’apparecchiatura».
Il Trentingrana, nell’ambito del Consorzio di tutela Grana Padano Dop, costituisce il vertice qualitativo, quasi equivalendo il concorrente Parmigiano Reggiano Dop, a tutto vantaggio della competitività del Consorzio, con un prodotto sì di nicchia realizzato in montagna con un disciplinare quasi interamente biologico. Un vero gioiello da palato, oltre che una leva salutistica da consumare con regolarità ogni giorno per il suo alto contenuto di calcio e di proteine, per di più naturalmente senza lattosio.
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