Grazie alle politiche di calmieramento fiscale dei prezzi dei carburanti, il pieno in Friuli Venezia Giulia per i residenti è più conveniente che in Slovenia. Per l’assessore regionale alle politiche dell’Ambiente, Fabio Scoccimarro, «è molto più conveniente servirsi agli impianti regionali», rivolgendo una critica alle compagnie petrolifere: «certamente non c’era il bisogno di aumentare il prezzo subito. Quindi il governo correttamente ha fatto scattare delle verifiche, spero che portino qualche risultato, noi ovviamente – ha proseguito Scoccimarro – continuiamo nella politica regionale che ormai da anni dà un incentivo con uno sconto a chi acquista carburante in Italia piuttosto che all’estero. Siamo riusciti con anche le nuove “fasce 0”, quelle che sono vicino al confine, ad abbassare ulteriormente il prezzo. Al momento quindi è molto più conveniente comprare qui che Slovenia».
Il taglio di 25 centesimi al litro delle accise prorogato al 1° maggio dal governo Meloni costa circa 500 milioni al mese e sarebbe doveroso che fosse reso stabile al termine delle tensioni del Medio oriente, anche in considerazione che il comparto carburanti in Italia è da sempre eccessivamente fiscalmente vessato, con un gettito complessivo di 40 miliardi di euro tra accise e Iva. Tagliarne strutturalmente 6 miliardi non sarebbe un grande sacrificio e se il bilancio dello Stato necessita comunque di non perdere gettito questo può essere recuperato con un migliore impegno verso la lotta all’evasione fiscale – c’è spazio per recuperare circa 70-80 miliardi – e contributiva – dove il solo Inps stima un ammanco di 10 miliardi all’anno, oltre a un monte crediti che si avvia rapidamente all’inesigibilità da quasi 200 miliardi -.
La ricetta per il governo Meloni è di agire per reprimere chi è disonesto per agevolare chi con i carburanti lavora, dagli autotrasportatori, ai tassisti, ai rappresentanti di commercio fino ai lavoratori autonomi e ai dipendenti pendolari.
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