Bassano del Grappa candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029

Mantovan sostiene la sfida: «un progetto solido che affonda le radici nella storia».

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Bassano del Grappa ponte bassano manifestazione 1
L'iconico ponte in legno di Bassano del Grappa.

Si è aperta la corsa alla candidatura per il titolo di “Capitale italiana della Cultura” per il 2029 e Bassano del Grappa scende in lizza con il supporto della Regione del Veneto, a partire dall’assessore alla Cultura, Valeria Mantovan: «dopo il riconoscimento di Città Veneta della Cultura 2025, Bassano dimostra di avere un patrimonio storico inestimabile e una visione strategica capace di parlare al futuro dell’intero arco pedemontano e alpino».

Per Mantovan «Bassano è un meraviglioso museo a cielo aperto che custodisce i tesori di Canova – il più ampio patrimonio al mondo insieme a Possagno – e di Jacopo Bassano, fino alle importanti collezioni dei Musei Civici, che testimoniano secoli di storia e creatività. Ma è, soprattutto, un laboratorio culturale vivo. Lo dimostrano i numeri straordinari della recente mostra su Segantini, con oltre 108.000 visitatori, e l’eccellenza internazionale di Operaestate Festival».

«Bassano del Grappa proietta di certo lo sguardo verso il 2029, ma già si appresta a vivere un 2026 di forte spessore culturale, con iniziative di grande rilievo – aggiunge l’Assessore -come l’esposizione “Olivetti. L’arte di comunicare” oppure la grande mostra “Sebastião Salgado. Collezione della Maison Européenne de la Photographie di Parigi” e il ritorno del “Cavallo colossale” di Antonio Canova nel Museo Civico dopo cinquantasei anni di oblio. La città rappresenta un modello virtuoso di come la cultura possa essere motore di sviluppo, coesione e innovazione».

Un punto centrale della candidatura, evidenziato da Mantovan, riguarda la rappresentatività territoriale: «in oltre dieci anni di Capitali Italiane della Cultura, nessuna città dell’arco alpino e prealpino ha mai ottenuto il titolo. Bassano del Grappa si fa portavoce di quell’Italia di montagna e di collina che costituisce l’ossatura del nostro Paese. Grazie alla sua posizione strategica e alle nuove connessioni infrastrutturali, come la Superstrada Pedemontana, Bassano è il baricentro naturale per unire ricerca, impresa e arte».

Il Comitato promotore, che vede la Regione in prima linea insieme a istituzioni, università e categorie economiche, è il segno di una responsabilità collettiva e condivisa. «Siamo pronti a lavorare ai tavoli tematici per tradurre questa eredità millenaria in un progetto che sappia vincere la sfida del 2029, portando il Veneto ancora una volta al centro della scena culturale nazionale – sottolinea Mantovan -. La Regione sarà al fianco di Bassano in questa sfida, sostenendola con convinzione e partecipazione».

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