Non è una affatto questione di lana caprina, anzi: Autobrennero Spa è una società pubblica o privata? La domanda se l’è posta il leader di Team K, Paul Köllensperger che a proposito ha presentato un’interrogazione alla regione Trentino Alto Adige, maggiore singolo azionista della società, per conoscere l’effettivo profilo giuridico della concessionaria ormai scaduta da 12 anni e in lizza in una gara che si preannuncia decisamente difficile per riconquistare la gestione dei 313 chilometri di autostrada A22.
Secondo Köllensperger «per l’Autorità nazionale anticorruzione la natura di società pubblica di Autobrennero Spa era già chiara, come scritto nero su bianco in un parere. Ma i vertici di A22 avevano pensato bene di opporsi, forse perché come società pubblica avrebbe dovuto applicare la legge Madia e quindi tagliare i maxi-stipendi dei dirigenti apicali, peraltro mai pubblicati. Si può affermare che la Giunta regionale sarebbe quindi responsabile di mancato controllo e dovrebbe risarcire l’eventuale danno erariale? Il Team K – e pensiamo anche tanti cittadini – sarebbe curioso di saperlo».
Adesso però c’è un’ulteriore novità: la recente sentenza – la 39/2026 – della Corte costituzionale. «Come noto, Autobrennero Spa aveva avviato un contenzioso per essere esclusa dall’elenco ISTAT delle amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di sottrarsi ai vincoli di finanza pubblica, agli obblighi di trasparenza e ai conseguenti controlli. La sentenza citata cambia però il quadro: viene infatti ristabilita la competenza della Corte dei conti a valutare la corretta inclusione delle società nell’elenco ISTAT, rafforzando il legame tra classificazione pubblica, vincoli di finanza pubblica e sistema dei controlli».
«Si tratta di un passaggio fondamentale – sostiene Köllensperger – perché viene riaffermato che la classificazione non è una questione formale, ma incide direttamente sulla trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Su questa vicenda abbiamo già interpellato ANAC, la quale si è espressa con un parere netto sulla natura pubblica di A22, e presentato tre interrogazioni (132/XVII, 149/XVII e 158/XVII) ma la Giunta regionale ha sempre evitato di entrare nel merito, limitandosi a richiamare il ruolo del Consiglio di amministrazione e a ribadire generiche funzioni assembleari, senza mai assumere una posizione politica chiara, quando invece essere socio di maggioranza significa esercitare potere di indirizzo».
Ora, il Team K ha depositato una nuova interrogazione per fare chiarezza sulle conseguenze della recente sentenza della Corte costituzionale n. 39/2026 in merito alla classificazione delle amministrazioni pubbliche e agli effetti sul caso Autostrada del Brennero S.p.A., in cui i consiglieri chiedono di chiarire quali effetti produca la sentenza sul contenzioso avviato da Autobrennero; quali siano le conseguenze sulla qualificazione pubblica della società; se i rischi già evidenziati in materia di trasparenza, controllo e finanza pubblica risultino oggi rafforzati; se la Regione intenda finalmente assumere una posizione politica esplicita come socio di maggioranza relativa.
«Come già detto, non è una questione di lana caprina per giuristi – conclude Köllensperger -: restiamo convinti che la stessa società, nel silenzio della politica, abbia remato contro l’opzione “in-house” per gli stessi motivi per cui si è sempre opposta all’essere considerata pubblica». Cosa che necessiterebbe da parte degli azionisti di Autobrennero Spa la presa d’atto della necessità di operare un profondo cambiamento dei vertici della società, specie se questa non vincerà il rinnovo della concessione.
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