La fauna selvatica in Trentino è complessivamente stabile, specie quella relativa ai predatori, con orsi e lupi su tutti. Secondo il rapporto “Grandi carnivori 2025” realizzato dalla provincia di Trento, sono 118 gli esemplari di orso censiti sul territorio provinciale e nelle aree limitrofe (porzioni delle province di Brescia, Sondrio, Bolzano e Verona). Un numero – piccoli dell’anno esclusi – con un intervallo di confidenza (IC) compreso tra 99 e 141 individui. Il valore riferito al 2023, secondo le stime aggiornate, era pari a 112 esemplari (IC 97-130).
Per il calcolo – basato sull’indagine genetica intensiva biennale – è stata considerata un’area un po’ più ampia rispetto a quella indagata in passato e comprendente anche territori fuori Trentino. Viene così descritta in maniera più puntuale l’effettiva consistenza della specie, alla luce dell’ampliamento dell’areale registrato soprattutto a partire dal 2023.
I maschi occupano un areale teorico di 19.375 chilometri quadrati, mentre le femmine si spostano in un territorio ampio 2.805 chilometri quadrati, con un incremento del 26% rispetto al 2024. Si conferma dunque anche nel 2025 il progressivo aumento del territorio occupato dalle femmine, registrato a partire dal 2019. Nel 2025 i piccoli dell’anno erano stati 25 (un dato in linea con l’anno precedente, quando erano stati rilevati 26 piccoli).
Il rapporto “Grandi carnivori 2025” sulla fauna selvatica in Trentino conferma la presenza strutturata del lupo, con 22 branchi certi distribuiti sull’intero territorio provinciale. Il dato segna una flessione rispetto ai 27 nuclei rilevati nel 2024, che interessa in particolare quelli localizzati nell’area di confine con l’Alto Adige, dove è possibile che almeno parte dei branchi graviti maggiormente.
Confermata inoltre la presenza dello sciacallo dorato, con almeno 4 nuclei familiari e una probabile fase di espansione, mentre per la lince non si registrano segnalazioni per il terzo anno consecutivo.
I danni causati dall’orso nel 2025 sono stati 127, in calo del 32% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di circa 91.000 euro; si tratta di una flessione che prosegue da ormai 5 anni. Diverso il quadro relativo al lupo: nel 2025 i danni attribuiti alla specie sono stati 155, con un aumento del 31% rispetto al 2024, per un valore di circa 135.000 euro. Su questo dato pesa in particolare la situazione della Valsugana, dove gli allevatori sono chiamati a un impiego più intensivo degli strumenti di difesa.
Quanto all’andamento del primo trimestre 2026, in questa fase si sono registrate relativamente poche segnalazioni di orso. Per quanto riguarda gli esemplari con radiocollare si registra la ripresa dell’attività di un’orsa in Val dei Laghi (F7) ad inizio marzo, mentre F89 – attiva da metà marzo in Val di Sole – si è sfilata il radiocollare. Infine, sono 10 i lupi trovati morti nel periodo compreso tra gennaio e marzo 2026, di cui 7 a causa di investimento, mentre per 3 esemplari le cause sono ancora in fase di accertamento.
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