Mettere in rete gli aeroporti dell’Emilia Romagna per rafforzare l’attrattività del territorio e migliorare i collegamenti, puntando sull’integrazione tra trasporto aereo, ferroviario e fluviale: questo l’obiettivo del progetto di legge regionale presentato dalla giunta e approvato in Assemblea legislativa che coinvolge gli scali di Bologna, Parma, Forlì e Rimini.
Il testo è stato illustrato dai relatori Andrea Massari per la maggioranza e Francesco Sassone per la minoranza, aprendo un confronto tra le forze politiche sul futuro del sistema aeroportuale regionale. «Si tratta di un progetto che da un lato valorizza i piccoli aeroporti e dall’altro costruisce, insieme a Bologna, un piano complessivo regionale», sottolinea Massari, evidenziando anche il favore espresso dagli operatori economici e l’importanza dell’intermodalità, in particolare con il trasporto su ferro.
Critico invece Sassone, secondo cui «manca una visione complessiva» e non sono chiari tempi, modalità e risorse degli interventi, con il rischio che l’applicazione della legge venga rinviata a successivi atti amministrativi.
Il dibattito in aula ha visto anche gli interventi di Pietro Vignali e Giancarlo Tagliaferri. Per Vignali le risorse previste, pari a 4 milioni di euro annui, sono «insufficienti» e non risolvono la saturazione dello scalo di Bologna, mentre Tagliaferri evidenzia il rischio di interventi non integrati senza una strategia complessiva. Il progetto introduce una cornice organica per lo sviluppo del settore aeroportuale, con uno stanziamento stabile di 4 milioni di euro l’anno dal 2026 al 2028, di cui 2 milioni destinati all’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco negli aeroporti minori di Rimini, Forlì e Parma.
Tra i punti chiave anche l’istituzione di una cabina di regia regionale, con la partecipazione di enti locali, gestori aeroportuali e soggetti istituzionali, per coordinare le strategie di sviluppo e favorire l’integrazione tra gli scali di Bologna, Parma, Forlì e Rimini. Obiettivo dichiarato è incrementare i flussi turistici, migliorare la qualità dell’aria e potenziare il trasporto intermodale, in particolare ferroviario e fluviale. In attesa del voto definitivo, il provvedimento resta al centro del confronto politico, con maggioranza e opposizione concordi sulla necessità di rafforzare il sistema aeroportuale, ma divise sulle modalità di attuazione e sulle risorse disponibili.
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