Alla fine, il ministro alle Imprese, il padovano Adolfo Urso, potrebbe avere avuto ragione, che un buon bicchiere di vino facilita gli accordi: proprio Bacco potrebbe essere stato pronubo per la definizione del patto enoico sulle autostrade tra Veneto e Trentino per il completamento della Valdastico e per il passaggio della concessione A4 Brescia Padova in scadenza a fine 2026 direttamente in pancia a Cav tramite una procedura “in house”, quella stessa negata per la concessione A22 Brennero-Modena, per altro scaduta da ben 14 anni che rimane legata ad una gara che si preannuncia molto combattuta.
Secondo il presidente del Veneto, Alberto Stefani, «alla fine del 2026 ci sarà la necessità di individuare la possibilità di dare in concessione “in house” la Brescia-Padova. Questo significherebbe qualcosa di molto importante: dare alla nostra Regione l’Autonomia infrastrutturale, cioè la possibilità di reinvestire i pedaggi autostradali della nostra tratta nelle infrastrutture del Veneto, nelle strade regionali del nostro territorio. E questo è fondamentale. Noi ci porteremo a casa un vero e proprio pezzo dell’Autonomia».
Stefani guarda anche verso Nord, al Trentino: «ho incontrato il presidente Maurizio Fugatti ancora prima di essere proclamato presidente a mia volta, perché ritenevo fondamentale cominciare a esaminare il dossier sulla Valdastico Nord, che è una possibilità di sviluppo infrastrutturale del nostro territorio che deve essere assolutamente percorsa. Con il presidente Fugatti abbiamo fatto degli studi, confrontandoci con il ministero prima di poter procedere. La novità è che sul progetto c’è l’intesa: è un progetto fondamentale soprattutto per il settore industriale del nostro territorio, permette un accesso alle altre infrastrutture europee molto più agevole, può far fare a tutto il Nord un passo in avanti fondamentale».
Soddisfatto dell’esito del patto enoico sulle autostrade il ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha precettato i suoi due sodali di partito a Roma per definire gli accordi assieme ai tecnici del ministero. Mentre dal Partito democratico del Trentino si usa il sarcasmo per giudicare i risultati del patto enoico a tre. «Fugatti ha incontrato Salvini e Stefani per rianimare il tema Valdastico. Così apprendiamo, o meglio ci viene confermato, che adesso l’obiettivo è sbucare ad Acquaviva, a sud di Trento. Onestamente non siamo sorpresi, dopo la sberla su Rovereto, la fanfara del presidente trentino era un po’ acciaccata su quest’opera bandiera e necessitava di un rilancio mediatico» attaccano il capogruppo Pd, Alessio Manica, e il suo collega Paolo Zanella riguardo al completamento della Valdastico Nord.
I due esponenti Dem parlano di «un Fugatti che mette lì un’ipotesi che serve solo ad altri. Attendiamo comunque di vedere qualcosa di concreto, certi che sapremo dimostrare nuovamente, numeri alla mano che, sposta di qua sposta di là, quell’idea al Trentino non serve. Infatti Stefani continua ad evidenziarne la funzione di collegamento con l’Europa, e Fugatti è pronto a fargli il regalo (o meglio la promessa di un regalo per far passare qualche altro anno) a danno del Trentino».
E quanto alla concessione A22, Manica sottolinea come «mentre Stefani sta lavorando per portare a casa con lo strumento dell’in house la A4 Brescia-Padova, questa via è stata abbandonata dal Trentino Alto Adige, preferendo la via della gara dove il rischio di perdere la concessione è molto forte».
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