A pochi giorni dall’anniversario del 6 maggio 1976 quando un disastroso terremoto del Friuli distrusse una vasta area della regione con 965 vittime, preoccupa lo sciame sismico che in soli due giorni ha conteggiato oltre 30 scosse, alcune delle quali oltre i 3° grado Richter, nettamente avvertite anche fuori dall’area del cratere.
Una situazione che pare non preoccupare i tecnici dell’Ingv che sottolineano come in 40 anni sono stati registrati nella zona 2.741 eventi sismici di varia energia, dovuti ai movimenti tettonici della placca adriatica che si avvicina a quella europea ad una velocità di 2 millimetri all’anno. Movimenti piccoli che accumulano grandi quantità di energia che è cosa buona si liberino progressivamente tramite frequenti eventi sismici di piccola portata.
Anche se i tecnici non escludono del tutto che possa verificarsi un evento di maggiore energia, anche se grazie alla qualità degli interventi di ricostruzione del territorio i danni di 50 anni fa sarebbero decisamente inferiori.
Ma è importante che tutti i cittadini e gli amministratori locali tengano sempre alta l’attenzione sulle prestazioni antisismiche dei vari edifici, intervenendo se del caso, visto che in questo campo la prevenzione è fondamentale per contenere i danni ed evitare morti.
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