La “Motor valley” dell’Emilia è un distretto industriale che vale 347 miliardi

Indagine di Nomisma sulle ricadute del sistema che vale 40.000 imprese, 1 milione di occupati e 1,2 miliardi di indotto turistico.

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Da sx, il capo economista di Nomisma, Lucio Poma, il vicepresidente Vincenzo Colla, il presidente di “Motor Valley Association”, Andrea Pontremoli, il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, il presidente della regione Michele de Pascale e l'assessore al turismo Roberta Frisoni.

La “Motor valley” dell’Emilia è un distretto industriale che si estende come una “rete neurale”, un sistema in cui competenze e specializzazioni si connettono e si potenziano reciprocamente, in cui il valore risiede nelle relazioni che tengono insieme tutti gli straordinari singoli nodi che la compongono

La ricercaMotor valley: un ecosistema che genera valore”, commissionata dalla “Motor valley association” e realizzata da Nomisma con il supporto della Regione Emilia Romagna, è stata presentata a Bologna, nell’ambito della “Settimana del Made in Italy”, con la partecipazione del presidente della Regione, Michele de Pascale, del vicepresidente Vincenzo Colla, dell’assessore regionale al Turismo, Roberta Frisoni, del presidente di “Motor Valley Association”, Andrea Pontremoli, del capo economista di Nomisma, Lucio Poma, e del ministro delle Imprese e del “Made in Italy”, Adolfo Urso.

«La “Motor valley” non è solo un marchio – afferma de Pascale -. È un simbolo di passione, innovazione, talento e attrattività internazionale che racconta al mondo chi siamo. Qui ciò che viene progettato e prodotto nasce da un legame coi territori e filiere radicato e identitario che è parte del loro stesso valore. È la nostra stessa terra a certificare la qualità e l’identità di ciò che produciamo».

Per quanto riguarda la dimensione produttiva, le imprese capofiliera – come Ferrari, Maserati, Lamborghini, Ducati, Dallara e Pagani – producono circa 34.000 vetture e oltre 50.000 moto all’anno per un fatturato di 12 miliardi di euro. Ma la forza produttiva va ben oltre i capofiliera: i fornitori diretti coinvolti nella produzione di auto e moto contano 2.944 imprese, 210.000 addetti e un fatturato complessivo di 72 miliardi di euro. Se si allarga il perimetro includendo anche il mondo dei servizi collegati, i fornitori diretti salgono a 15.076 imprese, 647.000 addetti e 197 miliardi di euro di fatturato: un ecosistema produttivo e di servizi che si estende in un raggio molto ampio.

Le aziende che lavorano per la “Motor valley” registrano una spiccata tensione all’export: il 52% delle imprese della filiera estesa esporta una quota superiore al 46% del totale automotive nazionale. Tra i fornitori diretti, la percentuale sale al 78%

La “Motor valley” è anche un ecosistema formativo che guarda al futuro e che investe nei talenti di domani attraverso un sistema educativo integrato e unico nel suo genere. La “Motor Valley University of Emilia-Romagna” (Muner) forma ogni anno 265 studenti in percorsi magistrali internazionali. La Motorsport Technical School (Mts) ha formato oltre 1.000 tecnici e ingegneri, con l’80% collocato nel motorsport e il 13% in MotoGP e Formula 1. L’Its Maker accoglie 140 studenti all’anno, mentre programmi duali come il progetto Desi, promosso da Lamborghini e Ducati, favoriscono l’ingresso diretto dei giovani nella filiera. Complessivamente, 5.400 studenti sono ogni anno coinvolti in attività didattiche legate alla “Motor valley”, con 130 istituti scolastici partecipanti.

La “Motor valley” è molto più di una filiera industriale, è anche economia dei territori dell’Emilia Romagna: nel 2024 l’area ha registrato 2,6 milioni di spettatori e visitatori dove il 57% sono turisti che soggiornano almeno una notte, il 43% escursionisti che partecipano alle attività in giornata. Per quello che riguarda le presenze turistiche si sono registrate 3,7 milioni pernottamenti di cui il 54% di stranieri, a conferma di un posizionamento internazionale consolidato. Gli arrivi nei comuni della “Motor valleycrescono a ritmi significativamente superiori alla media regionale e nazionale, evidenziando una dinamica strutturale e non episodica. 

L’indotto economico complessivo supera 1,2 miliardi di euro. La principale componente è rappresentata dagli eventi motoristici organizzati nei quattro circuiti (675 milioni, 56% del totale), seguita dai musei e dalle collezioni (522,6 milioni, 43%). Il “Motor Valley Fest” contribuisce con 16,2 milioni di euro. Le spese indirette si distribuiscono su ristorazione (436,5 mln, 36%), ospitalità (396,3 mln, 32,6%), trasporti e parcheggi (162,4 mln, 13,4%), divertimento e shopping (145,5 mln, 12%) e accesso a musei e circuiti (69 mln, 5,7%).

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