C’è un momento in cui la normativa smette di essere un perimetro da rispettare e diventa materia viva, da interpretare. È esattamente in questo spazio che si inserisce il progetto Salotti Antiriciclaggio, promosso nel territorio trevigiano dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Treviso: un format che rompe lo schema tradizionale della formazione e restituisce centralità al confronto tra professionisti.
Non un’aula, ma un contesto informale. Non una lezione frontale, ma un dialogo strutturato. Non solo aggiornamento, ma esercizio concreto della professione.
Due appuntamenti scandiscono il percorso: il 23 aprile 2026 a Cornuda, presso l’Azienda Agricola Bedin, e il 20 maggio 2026 a San Vendemiano, all’Azienda Agricola Furlan. Due luoghi simbolici, scelti non per caso. Perché portare l’antiriciclaggio fuori dagli studi e dentro il territorio significa ricordare che la compliance vive nelle relazioni economiche reali, nei clienti, nelle imprese, nelle operazioni quotidiane.
Il cuore dell’iniziativa è tecnico, rigoroso, ma costruito per essere immediatamente applicabile.
Il programma affronta i nodi fondamentali della disciplina antiriciclaggio: dalla gestione del rischio alla valutazione del cliente, fino all’adeguata verifica. Non come elenchi di obblighi, ma come processi decisionali. I partecipanti sono chiamati a misurarsi con indicatori di anomalia, a determinare il livello di rischio intrinseco e specifico, a comprendere come modulare l’intensità dei controlli in base agli scenari concreti .
Particolare attenzione è dedicata alla segnalazione di operazioni sospette, uno dei punti più delicati per chi opera negli studi professionali. Qui la teoria lascia spazio alla pratica: casi reali, esperienze maturate sul campo, simulazioni che permettono di testare le scelte operative.
L’adeguata verifica, spesso percepita come un passaggio formale, viene invece ricondotta alla sua funzione sostanziale: identificazione del cliente e del titolare effettivo, comprensione dello scopo e della natura del rapporto, raccolta e interpretazione delle informazioni. Anche attraverso l’utilizzo pratico di strumenti gestionali come Ateneos, che consente di tradurre gli obblighi in workflow operativi .
A completare il percorso, una vera e propria esercitazione: case study, confronto diretto, scambio di esperienze tra colleghi. È qui che il format dei “salotti” esprime il suo valore più alto. Perché la competenza non si costruisce solo ascoltando, ma discutendo, mettendo in comune dubbi e soluzioni.
A guidare questo processo è il dottor Cesare Montagna, responsabile del coordinamento normativo di Veda Formazione, direttore dei Comitati Audit ed Editoriale del Centro di Eccellenza Step presso l’Università di Milano-Bicocca e consulente specializzato in antiriciclaggio e procedure di conformità . Una figura che unisce visione accademica e operatività, elemento fondamentale per rendere efficace un percorso di questo tipo.
L’iniziativa si rivolge a commercialisti, esperti contabili e a tutto il personale di studio, confermando il ruolo degli studi professionali come primo presidio nella prevenzione dei fenomeni di riciclaggio. La partecipazione consente di maturare fino a tre crediti formativi per ciascun incontro, a fronte di una quota accessibile, con iscrizioni gestite tramite il portale FPCU .
Ma il punto, ancora una volta, va oltre il dato formativo.
Quello che emerge è un modello diverso di comunità professionale. I commercialisti trevigiani non si limitano ad aggiornarsi: costruiscono spazi di confronto, si riconoscono in un metodo, condividono responsabilità.
In un contesto in cui la normativa cresce in complessità e il rischio professionale si amplia, questa scelta appare tutt’altro che marginale. È, al contrario, una presa di posizione.
Perché fare antiriciclaggio oggi non significa solo adempiere. Significa interpretare, valutare, decidere. E farlo insieme.
Massimo Casagrande






























