Cittadinanza onoraria a Mussolini revocata dal Consiglio regionale del Trentino Alto Adige

Dopo un pomeriggio di discussione del Consiglio, la mozione della Süd-Tiroler Freiheit è stata approvata a maggioranza, ma con la spaccatura con Fratelli d’Italia.

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L'aula del Consiglio regionale del Trentino Alto Adige a Trento.

Il tema della revoca della cittadinanza onoraria a

Mussolini, che qualche settimana fa ha fatto dibattere il Consiglio comunale di Trento, che non l’ha revocata, è tornato a tenere banco in Trentino Alto Adige, questa volta in Consiglio regionale, dove è stata approvata la mozione presentata dal consigliere della Süd-Tiroler Freiheit, Sven Knoll “Condanna del fascismo e revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad altre figure simbolo dell’ideologia fascista nei comuni della regione”.

«A Trento non si è riusciti a cancellare la cittadinanza onoraria a Mussolini. Forse è questo il momento per affrontare una discussione seria sul fascismo, che è stato un regime brutale di terrore che ha sottomesso tutte le minoranze: italiane, tedesche e ladine. E questo non può essere accettato in una società democratica», ha spiegato Knoll presentando la mozione in Aula.

Le premesse, nonostante le indicazioni di voto, sono state votate con 28 ” e 26 No“. La parte emendata, che amplia la condanna, anziché il solo fascismo, tutte le forme di totalitarismo, è stata votata all’unanimità.

«Vogliamo esprimere una presa di posizione molto chiara. È molto importante in questo periodo perché, se accendo la radio o la televisione, noto che ci sono certi sviluppi molto preoccupanti», ha detto Waltraud Deeg, chiedendo di «modificare il punto uno, citando non solo il fascismo, ma anche il nazionalsocialismo e qualsiasi forma di totalitarismo, che noi vorremmo condannare».

Fratelli d’Italia, partner di maggioranza in Regione a fianco di Salvini premier, Forza Italia, Patt e Svp, aveva fin da subito annunciato il voto contrario alla mozione. In Aula, Marco Galateo ha annunciato che il partito «è per la libertà e la democrazia. Abbiamo questi principi nel nostro statuto, e non abbiamo nessun timore di ripeterlo. Nell’accordo di programma a Bolzano l’abbiamo sottoscritto: non abbiamo nessun timore di condannare il fascismo. Chiedo già che le votazioni vengano fatte per parti separate, sia per le premesse, sia per i singoli punti. Quello che mi preoccupa, da altoatesino, è che, per i punti 2, 3 e 4, questa mozione corre il rischio di andare a modificare il nome di vie come Corso Italia e via Vittorio Veneto. E questa è un’azione di revisionismo storico che è difficile da accettare per noi».

Da parte di Lucia Maestri, esponente del Partito democratico del Trentino, c’è stata una condanna nei confronti dei consiglieri salviniani, che in Consiglio comunale a Trento hanno votato contro la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, rimanendo compatti con il centrodestra, mentre in Consiglio regionale si sono detti a favore della mozione. «Qui vi dite antifascisti, mentre lì avete votato a favore della cittadinanza onoraria», ha osservato Maestri, evidenziando le continue contraddizioni che albergano tra le fila salviniane.

A nome della Giunta provinciale di Bolzano si è espresso il presidente Arno Kompatscher (che è anche presidente di turno in scadenza della regione Trentino Alto Adige): «la cittadinanza di Mussolini si sarebbe potuta togliere subito, nel dopoguerra. Ora noi faremo un atto che poi i comuni potranno o meno recepire. Credo sia poco, ma almeno non ci esprimiamo contro o a favore di un solo totalitarismo, senza relativizzare. Dare colpa ad uno o all’altro oggi è comportarsi proprio come fece il fascismo. Non voteremo a favore delle premesse, ma diciamo” al dispositivo della mozione. Lo facciamo guardando al futuro e non al passato».

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