“Bike Lane”: prosegue in Trentino l’allestimento di carreggiate dipinte per ciclisti

Ora tocca a quella da San Michele a Giovo. Fugatti: «le “Bike Lane” ampliano il rispetto reciproco». Ma poco o nulla si fa per ripristinare le carreggiate con asfalto ammalorato, spesso vere trappole per le ruote di ciclisti e motociclisti.

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Bike Lane
Il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, intento a maneggiare una pistola a spruzzo.

Il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, ci ha preso gusto presenziando all’avvio della predisposizione di una nuova “bike lane” (dopo quelle già tracciate nel 2025 sulla SS43, SP64 e SS612) tramite l’allestimento di una carreggiata dipinta nella parte laterale della strada, che non costituisce una corsia riservata alle “due ruote”, ma solo un monito per una maggiore attenzione alla convivenza e alla sicurezza tra tutti gli utenti della strada.

L’intervento si inserisce in un quadro di attenzione verso l’utenza vulnerabile della strada promuovendo azioni per garantire maggiore sicurezza a chi si muove in bicicletta.

La nuova “bike lane” si snoda lungo le strade provinciali 58 e 131 per una lunghezza di circa 7 chilometri e un dislivello di 443 metri. Il tracciato parte dalla ciclovia dell’Adige (Eurovelo 7) presso il ponte ciclopedonale di San Michele e sale verso la Valle di Cembra, attraversando i vigneti fino a Maso Roncador.

La “bike lane” è costituita da una corsia ciclabile in salita larga 80 cm delimitata da linea tratteggiata e apposita simbologia grafica. Nei tratti promiscui, laddove la carreggiata è inferiore a circa 6 metri, la sicurezza è migliorata da pittogrammi a terra (bici + freccia di direzione da tenere per la bici). L’introduzione della corsia non determina per i veicoli obblighi diversi nei confronti dei velocipedi: i veicoli a motore devono dare sempre la precedenza ai velocipedi, che possono essere sorpassati mantenendo una distanza di sicurezza di almeno 1,5 m, laddove le condizioni della strada lo consentano (art. 148 comma 9 bis del codice della strada di recente introduzione). 

Fin qui una soluzione più d’immagine che di reale sostanza, quella sostanza che gli utenti quotidiani delle “due ruote”, muscolari, elettriche o a motore che siano, invece reclamano da tempo in termini di manutenzione puntuale delle carreggiate stradali, dove troppo spesso ci sono buche, “ormaie”, guard rail danneggiati o ammalorati, facendo perdere al Trentino quella qualità di manutenzione delle strade che fino a pochi anni fa era un vanto, tanto da essere ben percepibile al passaggio di confine tra Veneto e Trentino sulle varie arterie. Peccato che ora questa sostanziale differenza non si veda più, essendosi spostata al confine tra Trentino e Alto Adige, dove la manutenzione delle strade è decisamente migliore rispetto all’Autonomia a gestione salviniana.

Quando si vedrà Fugatti, dopo avere armeggiato con la pistola a spruzzo intento a dipingere il logo di una “bike lane”, anche al volante di una fresa asfalto, di un’asfaltatrice o di un compattatore? Questa sarebbe sicurezza concreta per gli utenti della strada, specie di quelli a “due ruote”, oltre a prevenire ammaloramenti più pesanti del sedime stradale, come testimoniano le tante chiazze di fanghigliapompate” sull’asfalto dagli strati sottostanti dal passaggio dei veicoli che, oltre al ripristino del manti di usura, poi richiede anche il rifacimento dello strato di supporto inferiore, con tutti i maggiori costi del caso.

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