Giunta Fugatti allergica alle critiche sulla gestione della fauna tutelata

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giunta fugatti
La rappresentazione ironica degli animalisti dei componenti della giunta Fugatti.

Dalle parti di piazza Dante a Trento probabilmente con un colpo di reni dell’Autonomia speciale si vorrebbe ripristinare il delitto di lesa maestà o, in questo caso, di presidente e assessori vari, visto l’impegno della giunta Fugatti nello sparare diffide a raffica da parte dell’avvocatura della Provincia di Trento rivolte al mondo ambientalista che critica, anche aspramente, l’operato della giunta guidata dal salvinano Maurizio Fugatti nella gestione della fauna protetta, compito che spetterebbe anche al governo provinciale anche in forza delle competenze autonomistiche.

Dopo la diffida sparata nei confronti della Lav, ora tocca all’associazione Bears and others Odv a seguito di un post pubblicato dall’associazione protezionista circa le modalità di gestione della fauna selvatica da parte del governo a trazione salviniana.

«Abbiamo ricevuto una diffida formale circa un contenuto sui social che è stato rimosso per senso di responsabilità e per evitare ulteriori strumentalizzazioni da parte della Provincia stessa, che ha usato questo post per cogliere l’occasione per diffidarci “dal continuare a scrivere in termini di dissenso e protesta”. Post da noi rimosso – scrive una nota dell’associazione – solo per autotutela, come consigliato dai nostri legali. Questo, però, non significa rinunciare a chiarire un principio fondamentale. Il diritto di critica – anche aspra – è garantito dalla Costituzione ed è parte essenziale del confronto democratico».

Secondo Bears and others «il post si inseriva in un dibattito pubblico su un tema di evidente interesse collettivo: le politiche venatorie e la gestione della fauna. Si trattava di una presa di posizione critica, anche dura e ironica, ma rivolta all’operato pubblico e non alla sfera privata delle persone», sottolineando come «chi ricopre ruoli istituzionali è naturalmente esposto a un livello più elevato di critica e scrutinio pubblico e che la giurisprudenza italiana riconosce che, in ambito politico, i toni possono essere anche incisivi, polemici e persino sferzanti»

Per gli animalisti «le critiche – soprattutto su temi sensibili come ambiente, fauna e gestione del territorio – dovrebbero essere affrontate nel merito, non trasformate in richieste di silenzio. Una democrazia matura non teme le critiche: le ascolta, le affronta e, se necessario, le contraddice. Non le diffida. Il confronto resta aperto, noi non ci pensiamo nemmeno a stare zitti, come vorrebbero! Tuteleremo l’ambiente e gli animali, come previsto nel nostro statuto, in questo Trentino che riteniamo sia gestito malissimo da chi lo governa. Questa rimane la nostra opinione legittima e lecita».

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