Anche nella stagione invernale 2025-2026 il bollettino valanghe Euregio Tirolese è stato una fonte di informazioni indispensabile per gli appassionati di sport invernali in Tirolo, Alto Adige e Trentino.
Il bollettino valanghe è stato pubblicato per 156 giorni e con circa 9,1 milioni di visite in una stagione, ha nuovamente raggiunto un record. L’inverno precedente le visite erano state 5,7 milioni, nel 2023/24 circa cinque milioni. Sabato 2 maggio, alle ore 17, verrà pubblicato l’ultimo bollettino della stagione con le previsioni per il 3 maggio.
Con 40 vittime e 34 feriti in 62 valanghe, anche le statistiche sugli incidenti risultano superiori alla media. La causa principale è stata la base del manto nevoso prevalentemente debole (strati deboli persistenti), in combinazione con nevicate localmente intense.
Colpisce particolarmente l’elevato numero di vittime: «i nostri pensieri vanno a tutti i familiari», affermano il capitano del Tirolo, Anton Mattle, e i presidenti di Trentino, Maurizio Fugatti, e dell’Alto Adige, Arno Kompatscher. Allo stesso tempo, i presidenti dei tre territori dell’Euregio Tirolese sottolineano quanto siano importanti il monitoraggio costante, la valutazione accurata e l’ampia comunicazione della situazione valanghiva. Insieme si vuole aiutare al meglio le persone a prendere decisioni sicure in ambiente alpino.
Per il presidente dell’Euregio e capitano del Tirolo Mattle, il numero di accessi dimostra «quanto siano importanti per sci alpinisti e per chi pratica il fuoripista informazioni affidabili, aggiornate e presentate in modo comprensibile. Il bollettino valanghe Euregio è un ottimo esempio di come la cooperazione transfrontaliera rafforzi la sicurezza nell’area alpina».
Anche dopo la fine della stagione invernale caratterizzata dalle previsioni giornaliere, l’offerta informativa rimane attiva: qualora nei mesi in cui normalmente non nevica dovessero verificarsi situazioni valanghive critiche, queste verranno segnalate sul blog all’indirizzo www.valanghe.report/blog.
L’inverno 2025/26 è stato eccezionale sotto diversi aspetti in tutta l’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. All’inizio è stato caratterizzato da scarse nevicate su gran parte del territorio. Ciò ha determinato la formazione, fino a metà gennaio, di un manto nevoso di base particolarmente debole (strati deboli persistenti). Le nevicate tra metà gennaio e fine febbraio hanno poi dato origine a una fase valanghiva di durata superiore alla media e particolarmente pericolosa.
«Per circa un mese e mezzo sono stati all’ordine del giorno segnali di allarme tipici, quali valanghe spontanee, valanghe provocate da persone, rumori di cedimento, formazione di crepe e valanghe innescate a distanza», spiegano il direttore dell’Ufficio previsioni e pianificazione del Trentino, Mauro Gaddo, il direttore dell’Ufficio per la meteorologia e prevenzione valanghe dell’Alto Adige, Michela Munari, e il responsabile del Servizio Valanghe del Land Tirolo, Patrick Nairz. Ciò risulta particolarmente evidente dai gradi di pericolo: dal 16 al 25 febbraio 2026 è stato emesso per dieci giorni consecutivi il grado di pericolo 4 (pericolo di valanghe “Forte”). Complessivamente, la stessa situazione si è verificata 19 volte durante l’intero inverno. Inoltre, dal 25 gennaio al 7 marzo 2026, ovvero per 32 giorni consecutivi, è stato in vigore il grado di pericolo 3 (pericolo di valanghe “Marcato”). A ciò si aggiunge il fatto che nel corso dell’inverno sono state registrate più di 500 valanghe provocate da persone: nell’inverno precedente erano state solo 200.
Le statistiche sugli incidenti relative all’intera Euregio Tirolese in questa stagione invernale si rivelano particolarmente tragiche: in totale sono stati registrati 62 eventi valanghivi, con 40 vittime e 34 feriti. Di questi, 36 eventi valanghivi con 18 vittime e 27 feriti si sono verificati in Tirolo, 17 eventi valanghivi con 16 vittime e cinque feriti in Alto Adige e nove eventi valanghivi con sei vittime e due feriti in Trentino. Circa il 90% delle vittime sono stati uomini. Nella stagione invernale 2024/25 si erano registrate sette vittime in Tirolo, tre in Alto Adige e una in Trentino.
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