L’economia della Romagna, nelle province di Forlì-Cesena e Rimini, crescerà, nel 2026, dello 0,2% – la stima era di un +0,9% lo scorso gennaio – mostrando una sostanziale stabilità rispetto al 2025. Lo rilevano le previsioni del sistema camerale dell’Emilia Romagna e dell’Osservatorio economico e sociale della Camera di commercio della Romagna, che copre le province di Forlì-Cesena e Rimini.
Il dato resta in linea con la media regionale (+0,3%) e supera quella nazionale (+0,1%). A livello settoriale l’economia della Romagna è trainata da agricoltura (+2%) e servizi (+0,6%), mentre industria (+0,2%) e costruzioni (+0,1%) restano sostanzialmente stabili. Il valore aggiunto per abitante è stimato a 30.900 euro, sopra la media nazionale (29.600) ma sotto quella regionale (35.200). Le esportazioni sono attese in crescita dell’1,9% reale (dal precedente +2,1%), meglio del dato regionale (+1%) e della stabilità nazionale.
Il reddito disponibile delle famiglie salirà del 3% a prezzi correnti. Sul mercato del lavoro la Romagna mostra indicatori superiori alle medie di riferimento: tasso di attività al 75,3% e tasso di occupazione al 71,9%, entrambi migliori di regione (74,2% e 71,1%) e Italia (67,1% e 63,0%). La disoccupazione si ferma al 4,5%, stabile rispetto al 2025, sotto il dato nazionale (6%) ma sopra quello regionale (4,2%). Il punto critico resta la produttività per addetto: 65.900 euro, inferiore sia alla media regionale (76.400) sia a quella nazionale (72.200).
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