Riforma statuto del Trentino Alto Adige è legge

Approvata la riforma costituzionale a larghissima maggioranza trasversale.

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Riforma statuto del Trentino Alto Adige
Da sx Arno Kompatscher, Giorgia meloni, Roberto Calderoli e Maurizio Fugatti.

Con 129 voti a favore, nessun contrario e 48 astenuti, il Senato ha approvato definitivamente la riforma statuto del Trentino Alto Adige, chiudendo così l’iter di riforma costituzionale con quattro diversi passaggi parlamentari che ripristina l’Autonomia speciale.

Soddisfatto il ministro agli Affari regionali, Roberto Calderoli: «finalmente portiamo a compimento un progetto che le Province autonome di Trento e di Bolzano aspettavano da molti anni. Era l’ottobre del 2023 quando con il presidente Meloni iniziammo questo percorso, da tempo atteso e mai realizzato in passato, e oggi la riforma dello Statuto è realtà. Un risultato che è frutto dell’impegno di tutti ed è soprattutto una vittoria dell’autonomia nella sua essenza più pura».

«È grande per me l’orgoglioso di aver dato un contributo a questo passaggio storico per il Trentino e l’Alto Adige, che garantirà tanta autonomia in più – continua Calderoli -: il ripristino dei livelli di Autonomia, un riequilibrio tra le componenti linguistiche, il procedimento d’intesa per la modifica degli statuti e soprattutto maggiori funzioni per le Province autonome. Un’opportunità sotto tanti punti di vista, che andrà a beneficio dei cittadini trentini e altoatesini – ha precisato -. Pur non essendo trentino o altoatesino d’origine, l’Autonomia è nel mio DNA fin da quando ancora non ero nato, grazie a mia nonna originaria della Val Passiria e a mio nonno che fondò il Movimento Autonomista Bergamasco, oltre che nel mio trascorso da presidente della commissione dei Sei».

Giudizio positivo anche per Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento che ha seguito con Calderoli l’iter della legge costituzionale: «è passato poco più di un anno tra l’approvazione in Consiglio dei ministri della riforma dello Statuto del Trentino Alto Adige e l’approvazione definitiva da parte del Parlamento. Avevo personalmente promesso, ad aprile 2025, ai cittadini del Trentino Alto Adige che l’iter parlamentare, che per le riforme costituzionali prevede almeno quattro letture, sarebbe stato veloce e sono contento di poter dire oggi che quella promessa è stata mantenuta. Questa riforma attesa da circa 25 anni – prosegue Ciriani -, che il governo Meloni ha voluto con tenacia, è un traguardo storico ed è frutto di una collaborazione tra tutti i livelli istituzionali coinvolti. E’ una riforma equilibrata che raccoglie le istanze dei territori coinvolti e rafforza le autonomie speciali che erano state indebolite dalla riforma del titolo V della Costituzione. Il centrodestra ha colmato, con convinzione, le lacune lasciate dalla riforma fatta dal centrosinistra».

Tra tutti, più che soddisfatto è il presidente della regione Trentino Alto Adige (e della provincia di Bolzano), Arno Kompatscher: «il 13 maggio 2026 diventa una data importante, nel calendario dell’Autonomia del Trentino Alto Adige. Dopo la Camera dei Deputati, anche il Senato della Repubblica ha approvato in seconda lettura (e quindi in via definitiva) il disegno di legge costituzionale di modifica dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol che, dopo la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica (entro un mese) e 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà legge».

Per Kompatscher «la riforma dello Statuto approvata oggi dal Senato non ripristina solo i livelli di Autonomia legislativa ed amministrativa che nel 1992 spinsero l’Austria a rilasciare la quietanza liberatoria, ma ci garantisce nuovi margini di manovra. Il lavoro vero e proprio inizia ora: l’Amministrazione provinciale è già pronta a tradurre questi nuovi margini di manovra in misure che apportino miglioramenti concreti per il territorio e la popolazione».

Per il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, «il voto in Senato rappresenta il compimento di un lavoro istituzionale serio e condiviso. Restituiamo al Trentino quelle competenze che erano state erose negli anni. Il recupero di alcuni standard di autogoverno e la blindatura delle competenze non sono un semplice aggiornamento tecnico, ma la restituzione di una certezza legislativa fondamentale per rispondere con velocità alle sfide economiche e sociali, confermando il Trentino come un modello di eccellenza che non chiede privilegi, ma rivendica il diritto di amministrare bene a favore della propria comunità».

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