L’Unità complessa di Neurologia dell’Irccs di Reggio Emilia protagonista di uno studio internazionale sul Parkinson, finanziato dalla Michael J. Fox Foundation e pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature Medicine”.
La ricerca si è focalizzata sul ruolo del microbioma, ovvero il patrimonio genetico del microbiota intestinale, in rapporto all’esordio e al progredire della malattia. Sotto la guida di Sara Montepietra e in particolare tramite il Centro disturbi del movimento, diretto da Francesco Cavallieri, è stato dimostrato come alcune specifiche alterazioni possono contribuire all’identificazione precoce di individui a rischio, anche prima della comparsa dei sintomi.
Un risultato di altissimo livello che rappresenta un traguardo rilevante nella comprensione dei meccanismi di sviluppo del Parkinson e apre nuove prospettive per terapie che anticipino il mostrarsi della malattia. Lo studio fa parte del progetto internazionale “Parkinson Microbioma”, finanziato da Aligning Science Across Parkinson’s e dalla Michael J. Fox Foundation, la fondazione voluta dall’attore di “Ritorno al Futuro” nel 2000, due anni dopo aver rivelato di essere affetto dalla malattia, e che ha stanziato circa 500 milioni di dollari a favore di progetti di ricerca.
In Italia, lo studio sul microbioma intestinale ha avuto come centro di riferimento la Fondazione Irccs Mondino di Pavia e ha coinvolto la Neurologia dell’Irccs di Reggio Emilia. Prima autrice è Elisa Menozzi, ricercatrice reggiana del Queen Square Institute of Neurology di Londra.
La malattia di Parkinson è una delle malattie neurologiche degenerative più diffuse e colpisce una persona ogni cento sopra i 65 anni. In genere inizia intorno ai 60 anni, ma può manifestarsi anche prima dei 40 anni. In Italia, ogni anno vengono diagnosticati 15.000 nuovi casi, di cui almeno mille in soggetti con età inferiore ai 45 anni.
Una cura non è ancora stata trovata. Tuttavia, con i farmaci attualmente disponibili, i pazienti possono avere un controllo dei sintomi (cioè essere in grado di svolgere una vita senza particolari limitazioni) per i primi 3-5 anni.
Il Centro disturbi del movimento dell’Ausl–Irccs di Reggio Emilia si occupa della diagnosi e della cura dei differenti disturbi del movimento, tra cui il Parkinson, parkinsonismi atipici, atassie, sindromi tremorigene, distonie, corea e altri disturbi del movimento, anche di origine genetica e rara. È riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna come centro di terzo livello per la Malattia di Parkinson e i disturbi del movimento, e da Orphanet come Centro di riferimento per le forme rare e genetiche. I pazienti possono essere seguiti sia in regime ambulatoriale che di ricovero ordinario o diurno (Day Hospital e Day Service), così da permettere valutazioni diagnostiche e terapeutiche complete attraverso protocolli dedicati.
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