Adotta un Libro 2026: la Bertoliana di Vicenza riapre il cantiere della memoria tra manoscritti, mappe e tesori da salvare

Dai disegni militari del Cinquecento ai ricettari di veleni del Settecento, la nuova campagna di restauro della Biblioteca Bertoliana coinvolge cittadini e imprese insieme agli Amici della Bertoliana. E con “NightBertoliana Party” la tutela del patrimonio storico diventa esperienza collettiva.

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C’è un momento, nelle grandi biblioteche storiche, in cui il patrimonio smette di essere semplice memoria e torna a diventare materia viva. Succede quando una pagina fragile viene riaperta dopo secoli. Quando una legatura del Cinquecento viene ricucita filo dopo filo. Quando una mappa macchiata dall’umidità torna leggibile e restituisce un paesaggio perduto.

È dentro questo confine sottile tra conservazione e rinascita che la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza, presieduta da Alberto Galla e diretta da Mattea Gazzola, ha lanciato la nuova campagna “Adotta un Libro 2026”, un progetto che trasforma il restauro librario in un gesto collettivo di responsabilità culturale.

Dal 1708 la Bertoliana custodisce uno dei patrimoni documentari più importanti del Veneto: libri antichi, manoscritti, mappe, archivi, incisioni e testimonianze iconografiche che raccontano secoli di creatività, tecnica, architettura, scienza e vita civile vicentina. Un patrimonio che oggi richiede interventi specialistici sempre più sofisticati, tra puliture conservative, consolidamenti della carta, risarcimenti di lacune, trattamento delle acidità degli inchiostri e recupero delle legature storiche.

La campagna 2026, sostenuta insieme all’Associazione Amici della Bertoliana, presieduta dalla commercialista Carla Favero, mette al centro opere che sembrano uscite da un romanzo di Eco o da un laboratorio rinascimentale.

Ci sono i “Disegni di architettura civile e militare e di macchine”, manoscritto cinquecentesco con congegni idraulici e strumenti bellici tracciati a penna, oggi segnato da gore, abrasioni e deformazioni della pergamena.
C’è il prezioso “De officiis” di Cicerone stampato a Venezia nel 1492, con una legatura medievale originale gravemente compromessa nelle cerniere e nel dorso.
E ancora gli “Elementi” di Euclide del 1510, devastati da polvere, acidità e attacchi xilofagi, che richiedono addirittura la scucitura e il rimontaggio conservativo del volume.

Tra le opere più evocative emerge poi il “Disegno del Palazzo alla Gualda” del 1737: le ultime tracce cartacee di un palazzo oggi scomparso nell’area di Pusterla, conservate in fogli estremamente fragili e perforati dall’acidità degli inchiostri.

E affascina quasi quanto inquieta il manoscritto settecentesco “Delli sonniferi e veneni con suoi antidoti”, un ricettario di veleni, pozioni, sedativi e antidoti tramandato tra inchiostri rossi, formule vegetali e preparazioni farmacologiche d’epoca. Un documento raro non solo per la storia della medicina, ma anche per comprendere la cultura scientifica e alchemica del Settecento veneto.

La campagna non guarda però soltanto al libro antico come oggetto erudito. Dentro “Adotta un Libro” c’è anche il paesaggio vicentino. Lo dimostra l’album litografico “Vicenza e suoi dintorni” di Marco Moro del 1850, composto da 32 tavole a colori che restituiscono scorci urbani e territoriali con una precisione quasi fotografica. Oggi molti bifogli sono completamente staccati dalla legatura ottocentesca e necessitano di un intervento urgente di consolidamento.

Dietro ogni restauro c’è un lavoro altamente tecnico. La conservazione libraria contemporanea non consiste semplicemente nel “riparare” un libro, ma nel preservarne autenticità, materiali originali, cuciture, pigmenti, supporti e tracce d’uso. Ogni intervento è calibrato secondo criteri filologici e conservativi internazionali, perché ogni carta antica conserva informazioni che vanno oltre il testo: fibre, filigrane, legature, pigmenti, persino le deformazioni raccontano una storia.

È proprio qui che entra in gioco il ruolo degli Amici della Bertoliana, da anni partner fondamentale delle campagne di recupero. Nel solo ultimo anno, grazie al sostegno dell’associazione e di sponsor privati, sono stati restaurati volumi straordinari come il “De humani corporis fabrica” di Andrea Vesalio del 1543 e preziose carte nautiche del Quattrocento e Seicento.

Ma quest’anno la raccolta fondi sceglie anche una strada nuova: trasformare il sostegno culturale in esperienza condivisa.

Nasce così “NightBertoliana Party – Una sera fuori catalogo”, l’evento organizzato nel Giardino di Palazzo Cordellina il 18 giugno 2026 per sostenere concretamente la campagna di restauro. Una serata pensata per portare la biblioteca fuori dai suoi spazi tradizionali e farla vivere come luogo contemporaneo di relazione, musica, incontro e comunità.

L’operazione culturale è interessante proprio perché rompe uno schema spesso rigido: il patrimonio storico non viene raccontato come qualcosa di distante o musealizzato, ma come un bene vivo che può dialogare con nuove generazioni, professionisti, imprese e cittadini. Il party diventa così la “porta d’ingresso” verso una consapevolezza più profonda: adottare un libro significa adottare una parte della memoria collettiva della città.

In un’epoca dominata dalla velocità digitale, la Bertoliana sceglie una direzione controcorrente: rallentare, restaurare, conservare. E ricordare che la cultura non sopravvive da sola. Ha bisogno di mani, competenze, tempo. E soprattutto di comunità.

Perché ogni pagina salvata oggi è una storia che continuerà a parlare anche tra cento anni.
Massimo Casagrande