“Carbone delle Alpi”: l’inchiesta che terremota l’Alto Adige, Austria, Germania e Croazia

12 arresti tra imprenditori e vertici dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente della provincia di Bolzano. Il plauso del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.

1750
Carbone delle Alpi
La centrale di teleriscaldamento di Lasa in Alto Adige finita al centro dell'inchiesta "Carbone nelle Alpi".

I militari del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento, nell’ambito dell’indagine Carbone nelle Alpi” coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della locale Procura della Repubblica e condotta dal 2022 dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Trento, nei confronti dei responsabili di un traffico illecito di rifiuti transnazionale, operativo in Alto Adige ed in vari Paesi europei.

Secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero dato vita a una vera e propria “filiera nera” delle ceneri da piro-gassificazione, in grado di trasformare rifiuti ad alto contenuto di inquinanti organici e diossine in prodotti di eccellenzaverdi”: bricchette per barbecue, ammendanti per terreni agricoli, additivi per calcestruzzo, oltre alle quote di CO da negoziare sul mercato.

L’operazione “Carbone nelle Alpi” ha visto impegnati oltre 100 militari dell’Arma dei Carabinieri che sono intervenuti su tutto il territorio italiano, oltre che in Austria, Germania, Serbia, Svizzera e Croazia.

Nell’inchiesta sono indagate a vario titolo 19 persone e 3 società, ritenute responsabili dei reati di traffico illecito di rifiuti transnazionale e frode nell’esercizio del commercio ed altri, in relazione a fatti accertati nell’inchiesta che ha consentito di documentare l’operatività di un gruppo criminale, attivo in Italia, Austria, Germania, Croazia, Serbia e Svizzera, che avrebbe dato vita ad una vera e propria “filiera nera” delle ceneri da piro-gassificazione, in grado di trasformare un rifiuto ad alto contenuto di Ipa (idrocarburi policiclici aromatici – inquinanti organici) e diossine in prodottiverdi”.

L’operazione “Carbone delle Alpi” è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della locale Procura della Repubblica – in stretto raccordo con Eurojust – e condotta dal 2022 dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Trento. Le indagini sono scattate nel 2022 dopo un controllo di routine da parte dei Carabinieri a Prato alla Drava, Alto Adige, su un autocarro con targa croata che trasportava ceneri. Insospettiti da anomalie nella documentazione di trasporto del rifiuto, i militari hanno sequestrato il mezzo e attivato il Nucleo Operativo Ecologico. Da quel primo accertamento si è sviluppata un’indagine più complessa, coordinata dalla Procura distrettuale di Trento, che ha svelato un traffico transnazionale di rifiuti.

Dodici le persone in carcere: cinque altoatesini, tre cittadini austriaci, due tedeschi e due croati. Dei cinque altoatesini indagati quattro in carcere sono il direttore dell’Ufficio gestione rifiuti dell’Agenzia per l’ambiente altoatesina, Giulio Angelucci, il tecnico APPA Andreas Marri, l’ex sindaco di Lasa e presidente della LEEG (Laaser Eyrser Energiegenossenschaft) Hugo Trenkwalder di Laces e Rupert Rosanelli, ex presidente Seab. Indagato il direttore di APPA Flavio Ruffini. Tutti gli indagati respingono le accuse affermando di essere in grado di smentire le accuse. Due gli impianti di teleriscaldamento interessati dall’inchiesta, uno a Versciaco e l’altro a Lasa (Alto Adige), quest’ultimo sottoposto a sequestro preventivo e affidato ora ad amministrazione controllata.

«Abbiamo accertato che, anziché venire smaltite o trattate come rifiuto, le ceneri, venivano invece rimesse nel circuito economico attraverso vari usi, in particolare attraverso la realizzazione di bricchetti per barbecue, per realizzare dei fertilizzanti, dei mangimi o ancora del cemento o dell’asfalto» ha detto in conferenza stampa Enrico Risottino, Comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica di Venezia.

Il sistema avrebbe garantito alle due società italiane coinvolte un profitto illecito di centinaia di migliaia di euro, derivante dal mancato costo del corretto smaltimento di migliaia di tonnellate di ceneri e dalla loro vendita come prodotto di pregio, oltre che dall’ottenimento di quote di CO da immettere sul mercato.

Un plauso all’operato degli inquirenti arriva del ministro all’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin: «un segnale formidabile nel contrasto ai reati ambientali, fondamentale per tutelare ambiente, salute pubblica e concorrenza leale tra imprese. Come Mase e come Governo ribadiamo da sempre il nostro sostegno alle forze dell’ordine e alla magistratura impegnate contro le ecomafie, presidio fondamentale dello Stato nella salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata