Porto Marghera candidato a hub europeo per le materie prime critiche

Bitonci: «punto strategico per innovazione, industria e autonomia produttiva».

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L'asessore allo Sviluppo economico del Veneto, Massimo Bitonci.

L’assessore allo Sviluppo economico ed energia del Veneto, Massimo Bitonci, è intervenuto all’incontro svoltosi presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale con gli esperti della Commissione UE per valutare gli asset competitivi del Porto di Venezia come hub europeo per materie prime critiche.

Alla riunione hanno partecipato la deputata europea Madalina Ivanica, vicecapo dell’Unità materie prime, industrie ad alto consumo energetico, funzionari del ministero delle Imprese e del “Made in Italy”, l’Autorità Portuale con Matteo Gasparato e Roberto Mantovanelli, rappresentanti istituzionali e portatori d’interesse del settore industriale coinvolti nello sviluppo del progetto.

L’incontro ha rappresentato una fase preliminare e tecnica in vista del tavolo istituzionale previsto nel mese di giugno a Venezia, al quale prenderanno parte il ministro Adolfo Urso, il commissario europeo Stéphane Séjourné e il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, per approfondire il progetto relativo alla creazione di un sito europeo dedicato alle materie prime critiche a Porto Marghera.

«Porto Marghera possiede caratteristiche strategiche uniche in Europa – ha detto Bitonci – grazie alla presenza di infrastrutture portuali, ferroviarie e logistiche integrate, di aree industriali già disponibili e di una forte vocazione manifatturiera ed energetica. Il nostro obiettivo non è realizzare un semplice sito di stoccaggio, ma costruire una piattaforma industriale europea avanzata per raffinazione, recupero, riciclo, trasformazione e sviluppo tecnologico delle materie prime critiche».

Secondo Bitonci «le terre rare e i materiali strategici sono oggi indispensabili per filiere fondamentali come batterie, semiconduttori, intelligenza artificiale, data center, elettronica avanzata, energie rinnovabili, difesa e mobilità elettrica. L’Europa deve rafforzare la propria autonomia industriale e ridurre la dipendenza da mercati extraeuropei».

Bitonci ha inoltre evidenziato come Porto Marghera stia vivendo una profonda trasformazione industriale: «da storico polo petrolchimico, l’area sta evolvendo verso economia circolare, innovazione tecnologica, sostenibilità energetica e manifattura avanzata. Questo progetto può rappresentare uno dei più importanti interventi industriali europei dei prossimi anni».

“L’iniziativa – conclude l’assessore – può generare investimenti, occupazione qualificata, ricerca e sviluppo, rafforzando il ruolo del Veneto come principale piattaforma manifatturiera e logistica del Sud Europa. Ringrazio la Commissione Europea, il Ministero, l’Autorità Portuale e tutti gli stakeholder coinvolti per il lavoro condiviso che stiamo portando avanti».

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