Il fisco digitale entra in una fase nuova: non basta più mettere a disposizione piattaforme, procedure e servizi online. La vera sfida è fare in modo che quegli strumenti funzionino dentro la quotidianità degli studi professionali, riducano gli errori, rendano più rapida l’interlocuzione con gli uffici e migliorino il rapporto tra Amministrazione finanziaria, commercialisti e contribuenti.
Parte da questa prospettiva il progetto avviato in Veneto tra Agenzia delle Entrate e Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili per l’uso guidato dei servizi digitali. Un’iniziativa che, come riportato da FiscoOggi, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate, punta a uniformare i comportamenti sul territorio regionale e a ridurre errori e incompletezze nella trasmissione delle istanze.
Il ruolo del Tavolo regionale Agenzia Entrate-ODCEC
Ma il progetto non nasce nel vuoto. È il risultato di un lavoro più ampio, sviluppato all’interno del Tavolo congiunto regionale tra Direzione regionale Veneto dell’Agenzia delle Entrate e ODCEC veneti, un luogo stabile di confronto tecnico-istituzionale nel quale la categoria porta le criticità operative rilevate dagli iscritti e l’Amministrazione può trasformarle in indicazioni, prassi, percorsi formativi e proposte di miglioramento.
Al centro ci sono strumenti ormai essenziali per l’attività professionale: Civis, il portale “Consegna documenti e istanze”, Rli per i contratti di locazione, Rap per gli atti privati, i servizi Pec, la gestione delle procure, la prenotazione degli appuntamenti e gli altri canali telematici attraverso cui passa una quota crescente del rapporto tra contribuenti, intermediari e uffici fiscali.
Digitalizzazione come metodo condiviso
La novità, tuttavia, è soprattutto di metodo. Il Veneto sta provando a costruire un modello in cui la digitalizzazione non sia una barriera, ma una procedura guidata, comprensibile e condivisa. Da un lato, gli Ordini si impegnano a promuovere presso gli iscritti l’utilizzo corretto dei canali telematici. Dall’altro, l’Agenzia delle Entrate è chiamata a rendere più efficaci i percorsi di lavorazione, a chiarire le modalità di gestione delle richieste e a intervenire sulle criticità che emergono dall’esperienza quotidiana degli studi.
Il Protocollo esecutivo del Tavolo congiunto regionale, prevede infatti una struttura articolata su due livelli: uno istituzionale, che coinvolge la Direzione regionale, i Presidenti degli Ordini e i Direttori provinciali dell’Agenzia; e uno operativo, chiamato ad affrontare le problematiche tecniche e organizzative che emergono dall’utilizzo dei servizi.
La proposta: check-list operativa e contatto con gli uffici territoriali
È proprio in questa dimensione operativa che il progetto assume una portata più ampia rispetto a una semplice iniziativa informativa: la proposta di costruire una check-list condivisa dei passaggi da rispettare per la richiesta di un servizio, laddove esistano canali e strumenti telematici a disposizione, prima di rivolgersi agli uffici.
La logica è chiara: usare bene i canali digitali quando esistono e funzionano, evitando accessi impropri o richieste incomplete; ma garantire, quando la via telematica non è sufficiente o non è disponibile, un contatto effettivo con l’ufficio territoriale competente. È qui che il progetto assume il suo significato più concreto per i professionisti.
Cacace: «Non scorciatoie, ma un rapporto più ordinato e risolutivo»
«Il punto non è chiedere scorciatoie, ma costruire un rapporto più ordinato, diretto e risolutivo tra professionisti e Agenzia delle Entrate», afferma Mariavittoria Cacace, consigliera dell’ODCEC di Padova e coordinatrice regionale ODCEC nel progetto. «I commercialisti utilizzano quotidianamente Civis, il portale Consegna documenti e istanze, Rli e gli altri servizi digitali per assistere imprese, professionisti e contribuenti. È giusto che, quando una richiesta può essere gestita telematicamente, il canale digitale venga utilizzato in modo completo e corretto. Ma è altrettanto fondamentale che, quando l’istanza non può essere canalizzata o risolta attraverso gli strumenti online, vi sia un contatto diretto, riconoscibile e orientato alla soluzione presso ciascun ufficio territoriale. Il senso del progetto è proprio questo: migliorare la comunicazione con l’Agenzia delle Entrate, rendere più efficiente il lavoro degli studi e ridurre le criticità che ricadono sui contribuenti».
Perché il tema è fondamentale per il Veneto produttivo
Il tema è particolarmente rilevante in Veneto, dove la capillarità del sistema produttivo, la presenza diffusa di piccole e medie imprese e la complessità degli adempimenti rendono il rapporto tra professionisti e Amministrazione finanziaria un fattore essenziale per l’efficienza del sistema fiscale. Ogni ritardo, ogni istanza incompleta, ogni difficoltà di interlocuzione può tradursi in tempi più lunghi per imprese e cittadini, oltre che in maggiori carichi operativi per gli studi.
Dalle criticità degli iscritti ai gruppi tecnici di lavoro
Il lavoro del Tavolo regionale parte anche dall’analisi delle criticità segnalate dagli iscritti attraverso questionari e confronti territoriali. Sono stati esaminati i servizi Civis 36-ter, Civis F24, Civis “cambia verso”, Civis autotutela locazioni, Rap, Rli, il Portale consegna documenti e istanze, i servizi Pec e le prenotazioni degli appuntamenti in videochiamata.
Da qui l’esigenza di un lavoro congiunto che non si limiti a registrare i problemi, ma li trasformi in proposte operative. Tra quelle condivise al Tavolo figurano, tra l’altro, la disponibilità dell’esito della lavorazione 36-ter e “cambia verso” nel portale Civis anche al professionista che trasmette la documentazione con delega, la creazione di un’area dedicata all’intermediario per verificare tutte le posizioni Civis gestite su delega, l’estrazione in Excel dell’elenco delle fatture elettroniche per l’intero anno e alcune implementazioni in materia di Rli.
Una doppia direttrice: cultura digitale e ascolto degli studi
Il progetto Veneto ha quindi una doppia direttrice. Da un lato, rafforzare la cultura dell’utilizzo corretto dei canali digitali da parte degli iscritti. Dall’altro, rappresentare all’Agenzia delle Entrate le esigenze concrete dei professionisti, affinché le piattaforme e le procedure siano sempre più aderenti alle modalità reali di lavoro degli studi.
I nuovi delegati ODCEC del Veneto
In questa prospettiva assume rilievo anche la nuova rete dei delegati ODCEC del Veneto, chiamata a presidiare il confronto sul territorio e a portare nel Tavolo regionale le esigenze delle singole province. I nuovi delegati indicati dagli Ordini veneti sono i commercialisti: Giovanna Florio per l’ODCEC di Verona, confermata dal precedente mandato e componente anche dei gruppi operativi; Giulia Garbujo per l’ODCEC di Treviso, anch’essa confermata; Roberta Paturzo e Valentina Di Renzo per l’ODCEC di Venezia, entrambe coinvolte anche nei gruppi operativi; il Sandro Cerato vice presidente dell’ODCEC di Vicenza; Alice Toffanin per l’ODCEC di Rovigo; e Andrea Dalla Venezia per l’ODCEC di Belluno.
Accanto alla rete dei delegati territoriali, il progetto si articola anche attraverso gruppi operativi dedicati ai principali servizi telematici oggetto di analisi e confronto. Per il servizio 36-bis sono coinvolti i commercialisti Giulia Golin dell’ODCEC di Vicenza, Luca Perin dell’ODCEC di Padova, Valentina Di Renzo e Roberta Paturzo dell’ODCEC di Venezia. Per il 36-ter partecipano Alessia Cossalter dell’ODCEC di Belluno, Andrea Gasparetto dell’ODCEC di Rovigo e Giulia Quintarelli dell’ODCEC di Verona.
Sul Portale “Consegna documenti e istanze” il gruppo operativo è composto da Marianna Berti dell’ODCEC di Padova, Mattia Moschetta dell’ODCEC di Treviso e Luca Migliorini dell’ODCEC di Rovigo. Per il servizio RLI, dedicato alla registrazione telematica dei contratti di locazione, sono coinvolti Filippo Piccinini dell’ODCEC di Treviso, Paola Mischiatti dell’ODCEC di Padova e Giovanna Florio dell’ODCEC di Verona.
Si tratta di una rete tecnica e territoriale che consente di intercettare le difficoltà degli iscritti, raccogliere segnalazioni qualificate e trasformarle in contributi strutturati. Il valore aggiunto del Tavolo è proprio questo: non un confronto episodico, ma un canale istituzionale nel quale le criticità operative possono essere istruite, discusse e portate all’attenzione degli uffici competenti.
Compliance fiscale e qualità delle istanze
Il tema riguarda anche la qualità della compliance fiscale. Un servizio digitale utilizzato correttamente consente all’Agenzia di ricevere istanze più complete, riduce il rischio di rilavorazioni, rende più tracciabile il rapporto con l’intermediario e permette al professionista di seguire meglio l’interesse del cliente. Ma perché questo accada servono procedure chiare, riscontri tempestivi e un livello di comunicazione adeguato alla complessità delle situazioni trattate.
In questo senso il progetto per l’uso guidato dei servizi digitali non è soltanto un intervento organizzativo. È un tassello del nuovo rapporto tra fisco e professionisti, sempre più orientato alla prevenzione degli errori, alla collaborazione e alla gestione anticipata delle criticità.
Il rischio da evitare: piattaforme digitali come nuova complessità
La digitalizzazione fiscale, infatti, può produrre semplificazione solo se viene accompagnata da formazione, prassi condivise e canali di interlocuzione realmente efficaci. Senza questo presidio, il rischio è che la piattaforma digitale diventi un ulteriore livello di complessità. Con un metodo condiviso, invece, può diventare uno strumento di efficienza per gli uffici, per gli studi professionali e per i contribuenti.
Dal Veneto un modello per il fisco digitale
Dal Veneto arriva dunque un modello che guarda oltre la singola procedura. Civis, Rli, Rap, Consegna documenti e istanze non sono solo applicativi: sono il terreno su cui si misura la capacità del sistema fiscale di dialogare con chi, ogni giorno, assiste imprese e cittadini nell’adempimento dei propri obblighi tributari.
La sfida, adesso, sarà trasformare il progetto in prassi stabile: check-list operative, formazione territoriale, maggiore uniformità di comportamento, tracciabilità delle istanze e contatti dedicati quando il canale telematico non è sufficiente. È su questo terreno che la collaborazione tra Agenzia delle Entrate e commercialisti può produrre il risultato più importante: un fisco digitale più ordinato, più accessibile e più vicino alle esigenze reali del sistema economico.
Massimo Casagrande































