Nel bacino del fiume Po si registra una progressiva riduzione della disponibilità d’acqua in assenza di piogge e temperature sopra la media secondo la rilevazione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po che evidenzia al momento solo criticità localizzate nei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio.
L’Osservatorio sottolinea che nonostante nella prima metà di maggio si siano avute temperature inferiori alla media e precipitazioni, il prossimo scenario, «pur senza evidenziare criticità diffuse di rilievo immediato, mostra elementi di attenzione in prospettiva».
«Lungo l’intera asta del fiume Po è attesa una progressiva riduzione dei deflussi – spiega l’Osservatorio – Un elemento rilevante del periodo è rappresentato dalle recenti nevicate tardive, che, unitamente alle temperature relativamente basse registrate nella prima metà di maggio, hanno contribuito a incrementare i valori dell’equivalente in acqua del manto nevoso, aumentando la disponibilità idrica complessiva del Distretto. Nonostante ciò, persistono criticità localizzate nei bacini lombardi dei fiumi Brembo e Serio».
Guardando alle dinamiche attese nel breve termine, secondo l’Osservatorio «il previsto significativo aumento delle temperature comporterà un innalzamento dello zero termico anche oltre i 3.000 metri di quota, con conseguente rapida fusione del manto nevoso recentemente accumulato. Se da un lato i volumi derivanti dalla fusione potranno contribuire al riempimento degli invasi, dall’altro la sostanziale assenza di precipitazioni e l’aumento delle temperature richiederanno particolare attenzione per gli equilibri idrici del Distretto, anche in relazione alla crescente domanda d’acqua. L’attenzione resta quindi rivolta anche ai mesi estivi, alla luce degli scenari previsionali stagionali attualmente disponibili, che indicano una probabile persistenza di temperature superiori alla norma climatologica anche per il prossimo periodo».
Il rischio siccità non è da escludersi del tutto, anche in considerazione che la stagione agricola con le temperature in forte aumento necessiterà di maggiori consumi di acqua che potrebbero essere fronteggiati da un aumento dei rilasci da parte dei maggiori laghi alpini, Maggiore e Garda su tutti.
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