La mafia in Friuli Venezia Giulia: «avanza, ma la cultura della legalità è radicata»

I dati dell’Osservatorio antimafia regionale: «la lotta alla criminalità organizzata richiede impegno condiviso».

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Per la mafia il Friuli Venezia Giulia è un territorio di interesse per le reti criminali transnazionali, soprattutto in funzione della sua posizione strategica, ma c’è anche un forte radicamento della cultura della legalità e del senso civico secondo le conclusioni della relazione annuale dell’Osservatorio regionale antimafia dopo dodici sedute, sei audizioni, più di trenta incontri e eventi, cui si aggiungono i tirocini curricolari e i premi di laurea.

«Per noi è importante continuare in quest’opera di coinvolgimento e di sensibilizzazione dei giovani, studenti universitari, ma anche delle scuole superiori», ha sottolineato il presidente dell’Osservatorio, Barbara Clama

Nell’ambito degli accordi quadro con le Università di Udine e Trieste, sono stati realizzati seminari su riciclaggio, corruzione, contraffazione, diritti e cittadinanza europea, indagini transfrontaliere, Europol e violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Dieci i tirocini curricolari conclusi nel 2025, altri sei sono stati attivati per il 2026.

«Il contrasto alla criminalità organizzata non può essere affidato esclusivamente all’azione repressiva – ha rimarcato Clama -, ma richiede un impegno costante e condiviso che coinvolga istituzioni, sistema universitario, mondo produttivo e società civile».

Nel corso delle audizioni con le associazioni di categoria e gli imprenditori, è emersa la richiesta di più controlli per garantire una leale concorrenza e tutelare chi opera rispettando le regole. Nel comparto agricolo gli imprenditori hanno segnalato la presenza di aziende cosiddette «senza terra». Parallelamente è stata rappresentata anche l’esigenza di semplificare, soprattutto per le aziende piccole, le procedure di iscrizione alle “white lististituite nelle prefetture come strumento di trasparenze e legalità nei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione.

L’Osservatorio ha inoltre proseguito l’attività di approfondimento nell’ambito del focus biennale sui traffici illeciti che attraversano il territorio regionale: sostanze stupefacenti, contrabbando di tabacchi lavorati esteri, immigrazione irregolare.

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