Allarme siccità sull’Adige: monitoraggio costante, rilevato un dato storico negativo

Attenzione ai massimi in Veneto, specie per gli approvvigionamenti agricoli e potabili degli acquedotti, oltre che per arginare la risalita del cuneo salino alla foce.

305
allarme siccità
Il fiume Adige i secca a Verona

Scatta l’allarme siccità per il fiume Adige è un osservato speciale per via della decisa riduzione della portata idrica nel mese di maggio, complice la scarsità di piogge e, soprattutto, di neve in alta quota che non sostiene le portate e che rischia di mettere a repentaglio, oltre l’irrigazione agricola e l’approvvigionamento idropotabile, pure la produzione idroelettrica e lo scudo alla risalita del cuneo salino alla foce nel mare Adriatico.

In territorio trentino, oltre all’Adige, sono sotto controllo anche il Sarca e il Brenta, entrambi con portate ridotte rispetto alle medie del periodo. L’Adige all’idrometro di Trento degna una portata dimezzata rispetto al valore medio annuale, con circa 150 metri cubi al secondo, poco più della metà del valore medio per maggio, pari a circa 280 metri cubi al secondo. Un valore che ha fatto scattare l’attenzione nel Polesine, visto che con un valore di 80 metri cubi al secondo a Boara Pisani si apre alla risalita del cuneo salino dal mare che va a danneggiare le opere di presa degli impianti di potabilizzazione e compromettere gli impieghi agricoli.

Pure la portata del Brenta è deficitaria con il calo del 58% rispetto al valore medio degli ultimi 40 anni, mentre il Sarca un calo del 30% rispetto alle medie. A preoccupare la scarsità di neve in quota che non garantisce l’aumento delle portate derivante dall’acqua di fusione, a seguito di una stagione invernale che ha visto un ridotto apporto nevoso.

La siccità sta interessando anche gli acquedotti di molti comuni del Trentino Alto Adige, con tanti sindaci, di fondovalle che di montagna, che hanno emesso ordinanze per limitare il consumo di acqua potabile.

In Veneto l’attenzione sulla siccità è già ai massimi: per l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, «è una situazione che richiede grande attenzione e senso di responsabilità da parte di tutti. Nell’ultimo mese il volume complessivo delle piogge è stato inferiore rispetto alla media stagionale a cui siamo abituati: ha piovuto circa un quarto in meno rispetto alla media degli ultimi trent’anni. Questo significa che il terreno e i nostri bacini non hanno ricevuto l’apporto d’acqua sufficiente per affrontare con la necessaria serenità la stagione calda alle porte».

Il quadro regionale mostra una flessione nei livelli dei principali fiumi veneti, con una situazione di particolare rilievo per il fiume Adige. «Mentre il Piave e il Brenta corrono con meno acqua del solito e sono molto vicini ai loro minimi – sottolinea Venturini –, la situazione più eccezionale si registra proprio sull’Adige. Negli ultimi giorni, questo fiume ha segnato una portata inferiore al valore minimo mai registrato in tutta la sua storia per questo periodo dell’anno, scendendo persino sotto i livelli della forte siccità del 2022. È un dato storico che seguiamo giorno per giorno con la massima vigilanza e che fotografa chiaramente la particolarità del momento».

Più complessa, ma costantemente sotto controllo, è la situazione delle acque sotterranee. Le falde idriche registrano ovunque livelli inferiori alle medie storiche, da Treviso a Padova, fino a Vicenza e Verona, mostrando una situazione generale che al momento si mantiene stabile senza grandi variazioni.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Telegram

https://t.me/ilnordest

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian

X

x.com/nestquotidiano

© Riproduzione Riservata