Blocco al Brennero: una manifestazione populista che non risolve nullaBianchiitalia alto adige

Bianchi (Forza Italia): «servono infrastrutture e soluzioni concrete, non blocchi che danneggiano cittadini e imprese». Va ripreso il progetto del collegamento Vnezia-Monaco via Alemagna per alleggerire il Brennero.

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blocco del brennero

La manifestazione che sabato 30 maggio ha causato il blocco al Brennero, paralizzando il corridoio internazionale sia autostradale che nella viabilità ordinaria, cui nella mattinata si è aggiunto anche un attentato incendiario alle centraline della linea ferroviaria del Brennero tra Peri e Dolcé, causando il blocco della circolazione dei treni per molte ore, «rappresenta uno degli esempi più evidenti di populismo ambientalista degli ultimi anni. Una protesta che ha provocato enormi disagi ai cittadini, pesanti danni economici alle imprese e gravi difficoltà alla circolazione delle persone e delle merci, senza però offrire alcuna soluzione concreta ai problemi che dice di voler affrontare» afferma il coordinatore altoatesino di Forza Italia, Christian Bianchi.

«La domanda è semplice: quale risultato avrà prodotto questa manifestazione quando, alle ore 20.00 di questa sera, sarà terminata? La risposta è altrettanto semplice: nessuno – prosegue Bianchi -. Da domani tutto riprenderà esattamente come prima, perché le persone hanno il diritto di muoversi liberamente e le merci hanno la necessità di essere trasportate e consegnate. È la realtà quotidiana della nostra economia e della nostra società».

Secondo il coordinatore altoatesino di Forza Italia «tutti noi, compresi coloro che oggi stanno manifestando, da domani vorranno trovare gli scaffali dei supermercati riforniti, acquistare i prodotti di cui hanno bisogno, ricevere servizi, lavorare nelle proprie aziende contando su forniture puntuali e consegne regolari. Molti partiranno per le vacanze e pretenderanno, giustamente, di poter viaggiare quando e come desiderano. Il paradosso – prosegue Bianchi – è che gli stessi manifestanti contestano un sistema dal quale quotidianamente traggono beneficio. Le infrastrutture di trasporto che oggi vengono bloccate sono le stesse che consentono l’approvvigionamento di beni essenziali, il funzionamento delle attività economiche e la mobilità delle persone. Per questo motivo riteniamo che il vero populismo sia quello di chi blocca un’autostrada per ottenere visibilità politica, senza proporre soluzioni realistiche e praticabili».

Bianchi, anche da assessore alle opere pubbliche e all’edilizia della provincia di Bolzano, richiama la politica alle sue responsabilità: «le istituzioni europee, lo Stato italiano e la Provincia di Bolzano devono invece continuare ad investire con decisione nelle grandi infrastrutture strategiche, a partire dal Tunnel di Base del Brennero, che rappresenta una delle poche opere in grado di ridurre concretamente il traffico pesante sulle strade e trasferire quote significative di trasporto dalla gomma alla rotaia».

Ma a livello europeo e transalpino si farebbe bene a guardare anche alla realizzazione di nuovi collegamenti sulla direttrice Nord-Sud anche per sgravare il peso che oggi incombe sul corridoio del Brennero, specie su gomma, mentre tra una decina d’anni potrebbe assistere ad un riequilibrio tra gomma e ferrovia dopo l’entrata in servizio della nuova linea ad alta capacità Verona-Monaco, la cui realizzazione procede con molti ritardi, specie sul fronte tedesco, la cui progettazione esecutiva non è ancora iniziata.

In questo scenario, andrebbe seriamente rivisto e rivalutato il progetto di completamento dell’autostrada di Alemagna Venezia-Monaco di Baviera, per rendere disponibili itinerari alternativi per evitare il collasso della circolazione di merci e persone in occasione di eventi, naturali o sociali, che ne impediscano l’uso di uno dei corridoi esistenti.

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