Il turismo in Veneto nel 2026 parte all’insegna dell’avvio di stagione con numeri in crescita. Per il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto, «i primi dati relativi al 2026 mostrano che la proposta turistica del Veneto continua a ricevere consensi. I numeri provvisori del primo trimestre 2026 indicano un +3,1% degli arrivi e un +3,5% delle presenze, a conferma del peso che il settore turistico ha nell’economia del Veneto».
A fronte di una sostanziale stabilità degli italiani, si evidenzia un incremento degli stranieri superiore al 6%. I tedeschi, dopo la contrazione del 2024, ritornano velocemente a crescere. I dati indicano incrementi dei pernottamenti nelle città d’arte, al lago, in montagna, anche al mare, non alle terme per una contrazione degli italiani, i clienti più affezionati, non completamente compensato dall’aumento degli stranieri.
I dati riferiti al 2025 evidenziano nel territorio Bellunese tutte le aree mostrano un importante aumento degli arrivi in tutta la provincia con un picco del +15,5% sull’anno precedente nel Cadore, un +11,4% per Cortina e +11,6% per la Marmolada-Civetta. Il primo mercato risulta essere ovunque quello italiano. La crescita d’interesse da parte dei connazionali appare fondamentale per l’area Marmolada-Civetta, la zona Val Biois-Agordino e in Valbelluna, mentre a Cortina gli italiani diminuiscono lasciando spazio in particolar modo agli americani.
Le zone montane, assieme a quelle collinari mostrano una stagionalità dei flussi non troppo marcata e un’ampia possibilità di accogliere nuovi turisti. Dati positivi anche per il Veronese, dove si evidenzia una crescita di turisti pernottanti in Lessinia del 16,6% sull’anno precedente. Bene anche il Vicentino con un +9,5% di pernottanti nel Bassanese, e crescono anche le aree rodigine del Po e del suo delta con un +17,7%, e nel Trevigiano di Asolo (+10,2). Nel Veneziano si evidenzia il risultato di Chioggia che cresce del 12,1%.
«Il turismo è complessità – sottolinea Pavanetto -. Per questo è importante conoscere il fenomeno e studiare il dato e in questo l’amministrazione regionale investe con convinzione; solo partendo dalla cultura del dato è possibile davvero governare il settore rispondendo al meglio alle esigenze del mercato ma anche delle comunità chiamate a ospitare i viaggiatori e creando valore reale per i territori coinvolti».
Sono solo 4 le località venete che in alcuni mesi dell’anno registrano più turisti pernottanti che residenti. Sono Cavallino Treporti (VE), Caorle (VE), il Lago di Garda e Cortina (BL). Tipicamente accade nei mesi estivi, tra giugno e agosto.
L’indagine ha preso in considerazione anche la provenienza dei turisti. Venezia appare l’area più aperta ai flussi internazionali (86,6%). È anche quella con la maggior occupazione dei letti: al lordo delle chiusure, cioè considerando le strutture aperte tutto l’anno, l’occupazione media giornaliera è del 39%. Cavallino Treporti, invece, vince per quota di lavoratori in ambito turistico: 44,3% e per cinque mesi, da maggio a settembre, il numero dei residenti viene superato dai turisti pernottanti mostrando una stagionalità tra le più elevate.
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