Il mercato del lavoro, non solo in Trentino, sta attraversando trasformazioni profonde, guidate dalla doppia transizione – digitale ed ecologica – e inserite in una cornice demografica complessa, come testimonia anche l’assemblea dei consulenti e formatori del Trentino. In questo scenario, il mondo delle professioni e delle partite Iva rappresenta non solo un comparto economico, ma un vero e proprio motore di sviluppo, come ha ribadito il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca del Trentino, Achille Spinelli, intervenendo all’Assemblea annuale 2026 dell’Associazione consulenti e formatori delle Partite Iva del Trentino, salvo continuare non modificare l’attuale legge provinciale n. 6/2023 che regola l’accesso agli incentivi delle imprese, nonostante che il Codice degli incentivi entrato in vigore a livello nazionale il 1° gennaio 2026 abbia parificato il mondo delle professioni alle microimprese. E che il mondo delle professioni generi circa il 5% del Pil dell’Autonomia speciale.
In Trentino oltre il 90% del tessuto produttivo è composto da micro e piccole-medie imprese, che spesso non hanno uffici risorse umane strutturati o specialisti dedicati ai nodi della transizione ecologica e digitale; per questo motivo, ha sottolineato Spinelli, «consulenti e formatori non sono semplici erogatori di servizi, ma partner strategici e attuatori sussidiari delle politiche pubbliche, capaci di trasformare strumenti, incentivi e opportunità in percorsi concreti di crescita per le aziende».
Tra i temi centrali affrontati in una tavola rotonda a cui ha partecipato assieme al dirigente dell’Agenzia del Lavoro, Stefania Terlizzi, e al presidente dell’Associazione, Gian Paolo Barison, Spinelli ha ricordato quello della capacità di trattenere e attrarre personale qualificato. «I giovani non scelgono più un territorio soltanto in base allo stipendio. Guardano alla qualità della vita, alla conciliazione tra lavoro e famiglia, alla flessibilità organizzativa, alle opportunità di crescita professionale e all’ecosistema dell’innovazione».
Il vicepresidente ha inoltre richiamato le nuove misure dedicate a professioniste e imprenditrici, che prevedono contributi fino a 25.000 euro per favorire sostituzioni temporanee o collaborazioni professionali nei 18 mesi successivi al parto. Ma il grosso atteso dal mondo delle professioni, su cui Spinelli traccheggia, è proprio la lp 6/2023 che consentirebbe di accedere a sostegni economici per l’aggiornamento tecnologico dei professionisti, sempre che la soglia di accesso sia abbassata a livello degli investimenti tipici di uno studio professionale rispetto ai 20.000 euro al momento previsti.
Altro capitolo strategico riguarda la formazione continua. Per Spinelli «il lavoro resta il primo fattore di produzione e continuerà ad esserlo anche nell’era dell’intelligenza artificiale. Per questo dobbiamo superare la logica dei percorsi formativi episodici e costruire una manutenzione permanente delle competenze lungo tutto l’arco della vita lavorativa».
Il dirigente dell’Agenzia del Lavoro, Stefania Terlizzi, ha offerto una profonda disamina tecnica e strategica, definendo i professionisti in sala come «le antenne e il motore del nostro mercato del lavoro», indispensabili per tradurre le esigenze delle imprese in competenze reali e per evitare che le politiche attive rimangano solo sulla carta. Terlizzi ha evidenziato come il mercato attuale richieda il superamento delle competenze “isolate” a favore di profili ibridi in grado di far convergere tempi rapidi, digitalizzazione e sostenibilità.
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