Concessione A4 Brescia-Padova: «no all’affidamento senza gara»

Conftrasporto invia un esposto all'Anac e a Bruxelles per il rischio di caro pedaggi.

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concessione a4 brescia-padova

Conftrasporto esprime forte perplessità rispetto alla possibile decisione del Mit di procedere all’affidamento della concessione A4 Brescia-Padova (in scadenza a dicembre 2026, unitamente alla A31 Valdastico) senza gara pubblica, attraverso un affidamento diretto alla società Concessioni Autostradali Venete (Cav), mediante il ricorso al modelloin house“.

Per Conftrasporto tale impostazione solleva «interrogativi sul rispetto della normativa nazionale ed europea in materia di concessioni pubbliche, creando le condizioni per addossare agli utenti pedaggi più elevati. Solo tramite la gara pubblica l’amministrazione – osserva – può selezionare l’operatore in grado di offrire le condizioni più vantaggiose, non soltanto sotto il profilo della qualità del servizio e degli investimenti programmati, ma anche in relazione alla sostenibilità e alla competitività dei livelli tariffari proposti, che costituiscono, in sede di gara, specifico elemento dell’offerta dei concorrenti. Il ricorso all’in house è previsto dalla normativa come strumento eccezionale e può essere utilizzato solo al ricorrere di condizioni rigorose, tra cui l’esercizio da parte dell’amministrazione di un controllo effettivo e sostanziale sulla società affidataria e lo svolgimento prevalente dell’attività della società in favore dell’ente pubblico controllante».

Nel caso della concessione A4 Brescia-Padova, Conftrasporto evidenzia come tali requisiti appaiano controversi, specie in relazione al fatto che il Mit «non risulterebbe esercitare un controllo diretto sulla società individuata per l’affidamento (Cav), il cui capitale sociale è detenuto dalla Regione Veneto e da Autostrade dello Stato Spa (a sua volta integralmente partecipata dal Mef), e rispetto alla quale il Mit risulta dunque del tutto estraneo, non detenendovi alcuna partecipazione, nemmeno indiretta».

Conftrasporto auspica che l’Autorità Anticorruzione avvii «un approfondimento istruttorio sulla vicenda, al fine di verificare la piena conformità della procedura ipotizzata alla normativa vigente e garantire la corretta applicazione dei principi di trasparenza, concorrenza e buon andamento della pubblica amministrazione, anche e soprattutto a tutela dei milioni di utenti che ogni anno usano questa tratta autostradale».

Conftrasporto evidenzia poi il doppio binario utilizzato dal ministero retto da Matteo Salvini nel caso della concessione scaduta da 14 anni di A22 Autostrada del Brennero, dove è in svolgimento una gara europea, mentre per l’A4 Brescia-Padova si è optato per l’affidamento diretto a Cbav, lamentando anche come a sei mesi dalla scadenza il ministro non abbia ancora attivato alcuna attività preliminare volta alla riassegnazione della concessione, nonostante la complessità del provvedimento.

Infine, Conftrasporto evidenzia l’esistenza di accordi politici tra il ministero e la regione Veneto, entrambe a trazione salviniana, un «manifesto intendimento di destinare i proventi che verrebbero realizzati da Cav, grazie alla concessione ottenuta in affidamento diretto di A4, a non meglio precisati obiettivi di sostegno allo sviluppo infrastrutturale della Regione Veneto. La gestione di quei ricavi, quindi, non solo andrebbe a beneficio di soggetti terzi rispetto a Cav e ai suoi co-controllanti e in tal modo “distratta” dal rapporto concessorio, ma pare altresì suscettibile di rivelarsi estranea a ogni logica di mercato».

Comunque si giri e rigiri la vicenda del rinnovo delle concessioni scadute e in via di scadenza, la soluzione lineare, trasparente e logica dovrebbe essere il passaggio diretto della titolarità delle stesse in capo alla società Autostrade dello Stato Spa appositamente costituita dal governo, facendo nuovamente tornare in capo al soggetto proprietario le concessioni autostradali affidate a terzi, facendo così cessare il feudalesimo infrastrutturale ingrassato a suon di lauti pedaggi che ha caratterizzato una stagione che deve cessare senza ulteriori ritardi. Solo questa può garantire quella trasparenza ed economicità delle tariffe reclamate da Conftrasporto e da tutti gli utenti del servizio autostradale.

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