GeoAdriatico 2026 tra allargamento Ue, Imec, Artico

Terzi di Sant'Agata: «alimentare il benessere e il progresso». Ribuffo: «mare strategico per l’Italia».

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L’allargamento dell’Ue ai Balcani Occidentali, il corridoio economico India-MediorienteEuropa, la centralità dell’Artico, lo scacchiere Euro-Adriatico Ionico della diplomazia consolare sono alcuni dei temi di GeoAdriatico 2026, convegno internazionale di geopolitica i cui lavori si sono conclusi a Trieste. A GeoAdriatico hanno partecipato 80 relatori di oltre 10 nazioni su cybersecurity, IA, G20 come piattaforma per trasporti, infrastrutture portuali e mare, e la salvaguardia del Pianeta.

«In uno scenario globale di conflitti e crisi internazionali, la diplomazia è fondamentale per costruire la pace – dice Roberto Vitale, presidente GeoAdriatico e Vitale Initiative – e la baricentricità del nuovo scacchiere geopolitico mondiale di Trieste e del suo porto».

«Le sfide del nostro tempo non sono alimentate solo dal forgiare nuove rotte, ma dal consolidarle, renderle un fattore di sviluppo tra i popoli per alimentare il benessere e il progresso – ha detto Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente commissione Politiche UE del Senato -. Così è nato IMEC, e si è trattato di una scelta giusta».

A GeoAdriatico, che ha goduto dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, dei ministeri dell’Economia e della Finanza, degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dell’Università e della Ricerca e della Difesa è intervenuto anche Francesco Maria Talò, inviato speciale IMEC del governo Meloni: «l’Italia ha l’ambizione di offrire un sistema portuale il più importante del Mediterraneo e in cui Trieste è la punta».

Per Pierpaolo Ribuffo, capo dipartimento Politiche del mare della presidenza del Consiglio dei ministri, «il mare è il destino dell’Italia, da esso dipende il progresso, la ricerca e la sicurezza del paese. Trieste è, senza alcun dubbio, all’attenzione del governo nella consapevolezza che il suo scalo possa fungere da traino per gli altri porti, ma bisogna lavorare sulle infrastrutture».

«Quando parliamo dell’allargamento dell’Ue ai Balcani occidentali non parliamo di un dossier periferico dell’agenda europea – ha dichiarato Maria Tripodi -. Parliamo del completamento dell’Europa. Parliamo di una regione che non è fuori, ma dentro la nostra storia. E parliamo, molto concretamente, del nostro interesse nazionale».

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