Autovelox “facili”: il giudice del Tribunale di Belluno accoglie le richieste di Altvelox

Sottile: «vogliamo semplicemente che i diritti dei cittadini e degli automobilisti siano rispettati da sindaci, assessori comunali e funzionari pubblici».

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La gestione disinvolta degli autovelox da parte di tanti, troppi comuni che hanno la ventura di vedere il proprio territorio attraversato da una strada di grande comunicazione è da tempo nel mirino di Altvelox, l’associazione che combatte per il rispetto dei diritti dei cittadini e degli automobilisti, quest’ultimi troppo spesso trattati da meri bancomat a favore delle casse comunali per grazia di autovelox anche quando non sussistono gli elementi indispensabili per la sua installazione fissa per carenza di incidenti nel tratto di strada dove è operativo.

Negli ultimi giorni, l’Associazione presieduta da Gianantonio Sottile Cervini ha centrato due successi. Nel procedimento penale promosso a seguito della querela presentata dall’allora sindaco di Sedico Stefano Deon, il Tribunale di Belluno ha ammesso l’esame di una serie di testimoni istituzionali chiamati a chiarire gli aspetti tecnici e amministrativi posti alla base delle contestazioni pubblicate da Altvelox.

Oltre all’ex sindaco, Stefano Deon, e all’attuale sindaco di Sedico, Christian Roldo, il Giudice ha accolto le richieste di Altvelox e saranno così ascoltati il Prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton e il direttore di Veneto Strade Giuseppe Franco. Il Giudice ha già ammesso un ulteriore testimone indicato dalla difesa di Altvelox che ha deciso di chiamare a deporre, il dirigente della Sezione Polizia Stradale di Belluno, Alessandro Romano al fine di chiarire gli aspetti tecnici e amministrativi riguardanti il tratto stradale, l’impiego dell’autovelox, i presupposti della contestazione differita e i dati relativi all’incidentalità. L’udienza è stata fissata per il 1° dicembre 2026 alle ore 12.00.

L’ammissione quali testimoni del Prefetto di Belluno, del direttore di Veneto Strade, degli amministratori comunali interessati e di un ulteriore teste indicato dalla difesa di Altvelox conferma la necessità di una ricostruzione completa dei fatti.

Non si tratta di trasformare il processo in un giudizio politico sull’amministrazione comunale. Il Tribunale dovrà valutare se le espressioni contestate abbiano costituito un’offesa personale oppure si siano inserite nell’esercizio del diritto di critica e di informazione su questioni di interesse pubblico, riferite all’impiego di strumenti elettronici di accertamento e alla sicurezza della circolazione.

Altvelox sostiene da sempre un principio preciso: i controlli della velocità sono necessari, ma devono essere svolti nel pieno rispetto della legge, mediante apparecchi regolari e nell’ambito di scelte amministrative effettivamente orientate alla prevenzione. La sicurezza stradale non può essere invocata come formula astratta, né può sottrarre gli atti pubblici alla verifica dei cittadini e degli organi competenti. Nel corso del processo saranno inoltre esaminati, senza anticipare valutazioni, gli atti riguardanti le scelte assunte dall’attuale amministrazione comunale in relazione alla propria partecipazione al procedimento e ai relativi oneri legali sostenuti o programmati a carico del bilancio pubblico.

Sempre Altvelox ha chiesto l’avocazione del procedimento penale dinanzi al Tribunale di Belluno per spostarlo su quello di Trento perché nel caso delle richieste di accesso ai dati riguardo all’autovelox del comune di Colle Santa Lucia sono sempre rimaste lettera morta da parte della Prefettura, così come le segnalazioni di omissione di atti d’ufficio fatte alla Procura bellunese, sempre archiviate da parte del pubblico ministero, riconducibili alle decisioni sempre dello stesso magistrato.

«Dopo due anni di attesa che la situazione si sbloccasse, incresciosa sotto tutti gli aspetti amministrativi e penali – dice Sottile Cerviniabbiamo chiesto la ricusazione del Tribunale di Belluno (e del pubblico ministero che ha archiviato tutti gli esposti) e lo spostamento a Trento del procedimento per cercare un giudice capace di esaminare nei fatti gli aspetti relativi al mancato rispetto delle leggi dello Stato da parte di amministratori locali e funzionari pubblici».

Altvelox ha depositato un dettagliato esposto di 39 pagine, inoltrato per conoscenza e per gli atti di competenza anche al premier Giorgia Meloni oltre ai ministri della Giustizia e dell’Interno, alla Corte dei conti e all’Autorità anticorruzione e al Garante per la protezione dei dati personali.

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