La giunta provinciale di Trento ha presentato l’assestamento di bilancio 2026 che porta in dote un ricco grisbì da ben 600 milioni di euro, in gran parte destinato ad opere pubbliche, tra cui un ulteriore incremento al fondo per la realizzazione del nuovo ospedale provinciale, otre a interventi per il potenziamento delle infrastrutture e degli asset strategici provinciali e misure per permettere alle imprese di crescere nonostante la difficile congiuntura economica.
L’assestamento mobilita complessivamente 599 milioni di euro aggiuntivi, con l’obiettivo di rafforzare lo sviluppo del territorio e accompagnarne la crescita. I contenuti della manovra sono stati illustrati ai rappresentanti delle categorie economiche e delle organizzazioni sindacali dal presidente del Trentino, Maurizio Fugatti, e dal vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli.
«La manovra di assestamento è un momento centrale per la nostra amministrazione, in quanto sblocchiamo risorse importanti che ci permettono di mettere in campo una serie di iniziative di stimolo agli investimenti pubblici e privati, di sostegno al potenziale reddito delle famiglie e di sviluppo di alcuni settori strategici – ha detto Fugatti -. La manovra di quest’anno è equilibrata tra la necessità di dare risposta a criticità congiunturali, come i dazi, il costo del petrolio e le tensioni internazionali, e la volontà di continuare a sostenere lo sviluppo strutturale del Trentino. In questa manovra vi è continuità negli investimenti, in particolare per le opere pubbliche, per il sostegno all’economia e per il sostegno di famiglie e servizi».
La manovra finanziaria, ha chiarito il presidente, «conferma un impegno sul fronte delle infrastrutture e delle opere pubbliche, stanziando circa 500 milioni di euro anche oltre il triennio di bilancio. Di questi, 190 milioni di euro sono destinati alla realizzazione del nuovo Polo ospedaliero e universitario del Trentino, portando il valore complessivo dell’intervento a oltre un miliardo di euro. Altri 310 milioni finanzieranno opere per la viabilità, piste ciclabili, edilizia scolastica, strutture socio-assistenziali, manutenzione del patrimonio immobiliare provinciale, investimenti nel trasporto pubblico e spese ambientali. La manovra assicura inoltre 18,4 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade nel biennio 2026-27. Per quanto riguarda il settore economico, si prevedono interventi dedicati a innovazione, efficienza energetica, credito e sviluppo territoriale».
«Abbiamo cercato di favorire la resilienza: non sussidi passivi ma investimenti per spingere le imprese ad evolversi e crescere sul territorio – ha spiegato Spinelli -. Le risorse complessivamente a disposizione per gli incentivi sono oltre i 100 milioni di euro. Tra le principali misure figurano i nuovi incentivi per le imprese che investono nella riduzione dei consumi energetici e nella revisione dei processi produttivi, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro, oltre a 13 milioni per progetti di ricerca e sviluppo. Sul fronte finanziario sono previsti 26 milioni per favorire l’accesso al credito e la patrimonializzazione delle aziende. Sono autorizzati inoltre 45 milioni per gli interventi di Trentino Sviluppo a favore delle infrastrutture industriali e turistiche, in aggiunta alle risorse già disponibili pari a 170 milioni di euro. Al turismo vanno 11 milioni di euro, di cui dieci milioni per il piano di promozione di Trentino Marketing e un milione per la riqualificazione dei rifugi alpini. Stanziati, poi, 14,8 milioni sul triennio per lo sport, principalmente per infrastrutture sportive, promozione sportiva e borse di studio».
In campo agricolo si prevede lo stanziamento di 12,3 milioni di euro, con interventi a sostegno dei rinnovi varietali, investimenti del mondo cooperativo, integrazione di risorse su indennità compensativa, il premio alpeggio e il supporto per il contrasto alla mosca dell’olivo nonché risorse per la commercializzazione dei prodotti agricoli.
La manovra conferma le misure a favore delle famiglie, con interventi che spaziano dalla mobilità al sostegno alla genitorialità. Tra le novità figura il bonus trasporti estivo, che consente di utilizzare i servizi provinciali con un abbonamento trimestrale da 20 euro, finanziato con circa 3 milioni di euro e già sottoscritto da oltre 12.000 utenti. Si confermano sul fronte fiscale la riduzione dell’addizionale regionale Irpef del valore complessivo di circa 55 milioni di euro e le misure di contrasto alla povertà. Sono inoltre confermate le misure di riduzione dei costi dei servizi per la prima infanzia, dell’assegno di natalità per il terzo figlio, gli interventi in tema di conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa, il congedo parentale facoltativo e l’attività educative estive.
Sul fronte abitativo si prevede la destinazione di 15,1 milioni di euro a Itea per interventi di manutenzione straordinaria e per accelerare la disponibilità di nuovi alloggi pubblici. A questi si aggiungono poi ulteriori 9 milioni di euro dei fondi Fesr. Vengono inoltre stanziati 6 milioni di euro per la rivitalizzazione delle aree a rischio spopolamento e 6,5 milioni per un nuovo bando destinato a sostenere l’acquisto, la ristrutturazione o l’acquisto con ristrutturazione della prima casa.
Nell’ambito della sanità e del welfare si prevede un rafforzamento del sistema sanitario, con oltre 100 milioni di euro destinati alle spese di funzionamento di Asuit, con l’obiettivo di aumentare il personale, ridurre le liste d’attesa e potenziare la sanità territoriale, anche attraverso le Case di Comunità. A questi si aggiungono 26,5 milioni per investimenti in strutture, mezzi e attrezzature sanitarie. Incrementate inoltre di 6 milioni di euro annui le risorse per il pagamento delle pensioni agli invalidi, in risposta alla crescita della domanda assistenziale.
Importanti risorse vengono destinate anche alla formazione e alla cultura, con nuovi finanziamenti per l’attivazione del corso di laurea in Scienze della formazione e per una prima tranche del nuovo piano di edilizia universitaria, sostenuto con quasi 32 milioni di euro a cui si aggiungono 28 milioni di euro a carico dell’ateneo. Sono inoltre rafforzati i fondi per le borse di studio universitarie (3,2 milioni di euro) e garantite risorse aggiuntive per il funzionamento del sistema scolastico provinciale nel triennio 2026-2028 (15,3 milioni di euro). Alla promozione delle attività culturali sono infine destinati 5,4 milioni di euro.
Da parte delle opposizioni si critica il metodo tenuto dalla maggioranza di centro destra. Per il gruppo del Partito Democratico «come è oramai consueto apprendiamo dalla stampa i primi dati dell’assestamento di bilancio provinciale e come è consuetudine da qualche anno prendiamo atto della disponibilità di oltre mezzo miliardo di euro. Se quest’anno (finalmente) la compartecipazione al gettito erariale è stata meglio stimata in bilancio, resta comunque alta la quota di avanzo libero. Che lo si destini al solito – per oltre l’80% – a opere pubbliche, con tutti i bisogni che manifestano le famiglie alla luce della perdita rilevante del potere d’acquisto emerso anche dalla recente conferenza d’informazione, è davvero incomprensibile».
«Tra le priorità che evidenziamo da anni ci sono l’indicizzazione delle misure di welfare – a partire dall’assegno di cura e dell’ICEF utilizzato per darvi accesso – allargando la platea oggi esclusa – prosegue il PD -. Pensiamo poi all’assegno unico, al sostegno all’affitto (che non può più essere per due anni con una incomprensibile pausa di un anno), a misure più efficaci contro lo sfitto per rendere accessibili gli alloggi a lavoratori e famiglie, alla reale gratuità dei nidi, al recupero del potere di acquisto dei dipendenti pubblici (per garantire quell’attrattività che nella sanità, scuola e enti locali sta venendo sempre meno)».
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