Depuratore di Lignano: nell’estate 2025 ben 160 sforamenti dei limiti di scarico in laguna

Interrogazione del consigliere regionale M5s Capozzi: «vogliamo spiegazioni dalla regione per così tanti sforamenti». E il rischio per i bagnanti di Marano e di Grado è di fare un tuffo in acque poco salubri.

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depuratore di Lignano Sabbiadoro

Qual è l’efficacia di funzionamento del depuratore di Lignano Sabbiadoro in Friuli Venezia Giulia? La domanda se l’è posta il consigliere regionale del M5s, Rosaria Capozzi, che ha presentato alla giunta regionale un’interrogazione che punta «non certamente ad alimentare allarmismi ma, piuttosto, ad ottenere finalmente risposte chiare su una vicenda che interessa l’ambiente e la salute pubblica di una delle principali località turistiche della regione» circa gli scarichi delle acque reflue e sui relativi aspetti ambientali riguardanti il mare e la laguna di Marano e Grado.

«Riteniamo che sia nell’interesse dei cittadini – aggiunge Capozziconoscere lo stato dell’impianto, gli interventi programmati e le valutazioni tecniche effettuate dagli organismi competenti. In una settimana in cui la stampa ha dato conto delle preoccupazioni per il calo del pescato, appare legittimo approfondirne le cause e i fattori che potrebbero aver contribuito al fenomeno. Inoltre, mentre la Regione Calabria ha previsto un piano di interventi sui depuratori del valore di 175 milioni di euro per affrontare criticità ambientali e tutelare il mare, ritengo opportuno – puntualizza Capozzirichiamare l’attenzione anche sull’impianto di Lignano e sulle iniziative programmate ormai 25 anni fa per la sua gestione e il suo sviluppo».

«Abbiamo quindi voluto interrogare la Giunta Fedriga, richiamando l’attenzione su quanto emerso nella scorsa stagione estiva in merito al funzionamento del depuratore e al rispetto dei limiti previsti dalla normativa ambientale, sforati ben 160 volte. Tuttavia, a differenza di quanto avvenuto in passato, non risultano contestazioni sanzionatorie – prosegue il consigliere grillino – a carico del soggetto gestore. Secondo quanto riportato, un decreto del mese di settembre avrebbe previsto specifiche disposizioni sugli scarichi dell’impianto nel periodo successivo a Ferragosto: decisione che, davvero, vorremmo comprendere meglio».

Secondo Capozzi, «i dati disponibili evidenzierebbero ulteriori criticità per quanto riguarda la gestione dell’azoto totale. Anche qui, purtroppo, a sforamenti avvenuti. Ci chiediamo perciò come sia stato possibile rispettare i limiti. Attraverso la mia istanza ho inoltre chiesto di conoscere l’esito dei monitoraggi effettuati sulle acque marine in prossimità dello scarico a mare e se siano stati eseguiti controlli specifici sulla balneabilità delle acque durante il periodo compreso tra il 16 agosto e il 4 settembre 2025, coincidente con il picco della stagione turistica e con le problematiche registrate dall’impianto, poiché sul sito di Arpa Fvg non sarebbero state pubblicate». E il rischio che si legge tra le righe è che qualche superamento delle soglie si sia verificato e che si sia voluto tenere sotto silenzio per evitare di terremotare una delle principali località turistiche marine del Friuli Venezia Giulia.

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