Il ministero delle Finanze ha firmato il decreto ministeriale che sblocca i fondi per la riqualificazione dell’areale dell’ex acciaieria di Servola a Trieste. Una firma che, secondo il sottosegretario alle Finanze, Sandra Savino, «sblocca le risorse per il progetto di Servola e per le infrastrutture collegate rappresenta un risultato concreto per Trieste, per il porto e per l’intero sistema logistico del NordEst. È una partita sulla quale abbiamo lavorato con il ministro Giorgetti, con la Ragioneria generale dello Stato e con gli uffici competenti, per dare soluzione a un dossier complesso e atteso da tempo, che rischiava di restare fermo proprio nella fase decisiva».
«Parliamo di un intervento strategico – sottolinea la friulana Savino – che consente di trasformare definitivamente un’area simbolo della vecchia industria pesante in una piattaforma moderna al servizio del porto, della logistica, dell’intermodalità e dello sviluppo urbano. La riconversione della Ferriera di Servola è una scelta concreta per il futuro economico di Trieste».
Il progetto prevede un investimento complessivo di circa 199,8 milioni di euro, di cui 180 milioni finanziati con risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR e 19,769 milioni a valere sul Fondo investimenti previsto dall’articolo 1, comma 875, della legge n. 207 del 2024 (Legge di Bilancio 2025).
«L’intervento – prosegue Savino – riguarda la messa in sicurezza permanente delle aree già occupate dalla Ferriera di Servola, l’infrastrutturazione dell’area mediante la realizzazione di una nuova stazione ferroviaria commerciale costituita da un fascio di 10 binari da 750 metri, un nuovo svincolo di collegamento diretto alla grande viabilità triestina, edifici pubblici funzionali alle attività portuali e logistiche e un nuovo parco urbano destinato alla fruizione pubblica».
Coinvolta nell’operazione di riqualificazione dell’areale anche l’Autorità di Sistema Portuale che ora «è nelle condizioni di procedere con il bando e di dare continuità a un intervento atteso da tempo – sottolinea Savino -. È un percorso che si collega anche al lavoro che sto portando avanti, proprio in queste settimane, con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per spostare il punto doganale e rendere più fluido, moderno e competitivo il sistema dei controlli e dei traffici».
Nello scenario progettuale «Servola, insieme al Molo VIII del porto di Trieste può cambiare il volto della città e il profilo economico di Trieste – dice Savino -: meno traffico pesante dentro l’area urbana, più capacità ferroviaria, più efficienza portuale e maggiore attrattività per gli investimenti. C’è molto interesse per questa parte, strategica, di territorio italiano».
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