Tra gennaio e marzo 2026 la produzione dell’artigianato nell’industria in Emilia Romagna ha fatto registrare un incremento del +0,4% rispetto allo stesso trimestre del 2025. È il secondo trimestre positivo consecutivo che interrompe la fase negativa iniziata nell’inverno del 2023. Il recupero si inserisce in un quadro analogo a quello manifestato dal complesso dell’industria regionale (+0,4%) secondo i dati diffusi da Unioncamere regionale.
Il grado di utilizzo degli impianti è aumentato al 71,1%, il valore più elevato dalla fine del 2023. Da rilevare però che la quota di imprese artigiane manifatturiere che hanno segnalato un incremento della produzione è scesa al 29,1%, dal precedente 34,8%, posizionandosi sul livello più contenuto dell’ultimo anno.
Il fatturato complessivo è aumentato del +0,8%, ma in termini reali si confronta con il +1,4% dei prezzi industriali del manifatturiero. Il fatturato dall’estero ha avuto una lieve contrazione del -0,4%.
Gli ordini complessivi hanno registrato una lieve flessione del -0,2%, con un andamento analogo a quello degli ordinativi del complesso dell’industria regionale (-0,2%). Gli ordini dall’estero sono rimasti tendenzialmente invariati rispetto alla fine dello scorso anno.
Il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini si è attestato a 7,4 settimane.
Più le imprese sono piccole, più fanno mediamente fatica a realizzare risultati positivi. Le imprese minori hanno diminuito la produzione del -1,5%, il peggior risultato degli ultimi dodici mesi, che ha portato ad utilizzare solo i 2/3 della capacità produttiva degli impianti. Il fatturato è diminuito dell’1%, ma le difficoltà maggiori sono venute dagli ordinativi complessivi, diminuiti del -1,9%.
Le piccole imprese hanno invece rafforzato la tendenza espansiva avviata a fine 2025, realizzando un incremento della produzione del +2,5%. Il tasso di utilizzo degli impianti è salito al 75%, livello massimo dal termine del 2023. Positivo anche il trend del fatturato (+2,8%) e l’acquisizione di nuovi ordini (+1,7%).
Nel primo trimestre, il volume d’affari del comparto edile ha registrato una flessione del –2,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’arretramento è stato doppio rispetto a quello del complesso dell’industria delle costruzioni regionale (-1,2%), che è stato influenzato positivamente dalle aziende con oltre 50 addetti (+2%).
La percentuale di imprese che hanno rilevato un incremento delle attività si è contratta significativamente, passando dal 23,6% al 18%.
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