Province resuscitate in Friuli Venezia Giulia: il Consiglio regionale approva il disegno di legge 86 che delinea l’assetto dell’ordinamento regionale, dopo due giorni di dibattito in Consiglio. Soppresse nel 2016, dal primo gennaio 2027 le province di Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine andranno a sostituire gli enti di decentramento regionale. Le circoscrizioni territoriali saranno le stesse del passato.
Il testo ha ottenuto un’approvazione trasversale: al voto favorevole del centrodestra, si sono uniti i consensi di parte delle opposizioni, per un totale di 26 voti a favore. Sedici invece i contrari.
L’approvazione della legge regionale dà corpo alla modifica dello Statuto della Regione autonoma, avvenuta attraverso la legge costituzionale 1/2026, approvata in via definitiva al Senato il 21 gennaio scorso. La nuova legge introduce in Regione un sistema di governo su tre livelli: comuni, province e regione. Il governo delle province viene affidato a Consiglio, giunta e presidente. Quest’ultimo è eletto direttamente dai cittadini; il numero dei consiglieri sarà stabilito da una successiva legge elettorale. In una prima fase le province erediteranno le funzioni degli Edr, ovvero edilizia scolastica e viabilità stradale. Successive leggi di settore disciplineranno il trasferimento di ulteriori funzioni di area vasta.
Dal 1° gennaio 2027 fino all’entrata in carica degli organi elettivi, l’amministrazione sarà affidata a commissari straordinari. Le elezioni saranno indette dopo il completamento del processo di costituzione delle province, ovvero dopo l’adozione di almeno sei leggi regionali di settore che individuino le funzioni fondamentali e conferibili.
Il voto del Consiglio friulano è stato giudicato positivamente dal ministro agli Affari regionali e Autonomie, Roberto Calderoli: «sono felice del voto favorevole che delinea il nuovo assetto dell’ordinamento regionale. Un voto che rappresenta una concreta attuazione dell’autonomia del Friuli Venezia Giulia e che porta a compimento il percorso istituzionale iniziato in Parlamento, con la riforma dello Statuto speciale approvata a gennaio per rispondere a una richiesta precisa da parte del territorio: quella di poter dare risposte ai cittadini con istituzioni vicine a loro. Ora confido che la reintroduzione delle province in Friuli Venezia Giulia possa dare la spinta per riprendere il percorso anche a livello nazionale in questo finale di legislatura».
«Sono e resto convinto dell’importanza di tornare ad avere delle province, rappresentative attraverso l’elezione diretta sia del presidente che del Consiglio provinciale, che tornino a essere un’istituzione intermedia fondamentale per svolgere quelle funzioni che né i comuni né le regioni sono in grado di fare, uscendo dal limbo in cui si trovano ora – prosegue Calderoli -. Basta percorrere in auto le strade provinciali attuali per capire quanto sia necessario reintrodurre le province, superando la legge Delrio ormai sconfessata praticamente da tutti. Non è una questione di “poltronificio” ma di avere un ente pubblico nel pieno delle sue funzioni e che possa garantire servizi essenziali alla vita quotidiana dei cittadini».
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