A NordEst i prezzi dell’energia (elettricità e gas) più cari d’Italia

Indagine di Confartigianato sugli oneri sopportati dalle imprese, che già pagano l’energia il 24% in più della media Ue.

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NordEst i prezzi dell’energia

A NordEst i prezzi dell’energia (elettricità e gas metano) sono decisamente più alti del resto delle altre regioni, oltre ad avere costi nazionali per un’impresa superiori del 24,1% rispetto alla media Ue per quanto riguarda la fornitura elettrica.

A maggio 2026 il Veneto è stato la seconda regione italiana per aumento dei prezzi di elettricità e gas, con un incremento del 12,2% rispetto a febbraio, alle spalle del solo Trentino Alto Adige (+12,8%) e davanti al Friuli Venezia Giulia all’11,6% e ben oltre la media nazionale (+7,8%). Nello stesso periodo, nell’Unione europea i prezzi sono rimasti pressoché stabili (+0,3%).

L’elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato Imprese sui dati più recenti diffusi da Arera, Istat ed Eurostat, evidenzia come le tensioni internazionali legate allo Stretto di Hormuz rischino di aggravare una situazione già critica per il sistema produttivo italiano. Dopo trentacinque mesi, a maggio 2026 i prezzi al consumo dei beni energetici sono tornati a crescere in doppia cifra su base annua (+12,0% rispetto a maggio 2025, dal +9,3% registrato ad aprile).

«È una situazione che preoccupa profondamente – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Veneto, Roberto Boschetto –. Le imprese sono chiamate a competere sui mercati internazionali sostenendo costi dell’energia che sono già tra i più elevati d’Europa. Il sistema produttivo non ha ancora assorbito gli effetti della crisi energetica del 2022 e le nuove tensioni sui mercati rischiano di colpire aziende che operano già con margini ridotti e costi energetici significativamente superiori a quelli sostenuti dai principali concorrenti europei».

Lo svantaggio competitivo italiano emerge con evidenza anche dal prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso. Nel 2025 il Prezzo Unico Nazionale (PUN) si è attestato a 115,9 euro per MWh, il valore più elevato tra le principali economie europee, contro i 61,1 euro/MWh della Francia e i 65,3 euro/MWh della Spagna, soprattutto per la maggiore dipendenza italiana dalla produzione elettrica alimentata a gas. Anche il prezzo finale dell’energia continua a pesare maggiormente su imprese e famiglie: nel 2025 è risultato superiore del 24,1% alla media dell’Eurozona per le imprese e del 13% per le famiglie.

Secondo Confartigianato Imprese Veneto, una delle risposte più efficaci passa attraverso le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), che consentono di produrre, condividere e consumare energia a livello locale, riducendo i costi e aumentando l’autonomia energetica dei territori. Il Veneto è oggi la seconda regione italiana per potenza installata nelle Comunità Energetiche Rinnovabili, con 9.119 kW, mentre il 19,7% delle imprese guarda con interesse o partecipa già a questi modelli di condivisione dell’energia. Delle 904 CER oggi attive in Italia, una su dieci è nata in Veneto.

Non solo: regioni alpine come Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia producono grandi quantità di energia rinnovabile da idroelettrico, con un livello eccedentario rispetto ai consumi locali. Così come regioni del Sud Italia con grande produzione di fotovoltaico e eolico chiedono il superamento del PUN per arrivare ad un prezzo dell’energia elettrica in linea con i costi di generazione locale, lo stesso devono fare anche le regioni del Nord, in modo da avvantaggiare la manifattura locale oltre che le famiglie.

Confartigianato Veneto chiede alla Regione di rifinanziare il Fondo Veneto Energia, che in questi anni ha consentito a molte imprese di investire nell’efficientamento energetico. Cosa immediatamente accolta dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Politiche energetiche, Massimo Bitonci: «accogliamo con favore il richiamo di Confartigianato al rifinanziamento del Fondo Veneto Energia, ma è importante ricordare che la Regione ha già reso operativa la “Sezione Efficientamento energetico delle imprese” del Fondo Veneto Energia, finanziata con le risorse dell’Azione 2.1.2 del Programma Regionale FESR e gestita da Veneto Innovazione S.p.A. Il bando è aperto, con 23 milioni di euro di disponibilità odierna, destinati a sostenere gli investimenti di imprese e professionisti per migliorare l’efficienza energetica, ridurre le emissioni climalteranti e realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili. Si tratta di una misura che, con disponibilità, consente di ridurre i costi energetici e rafforzare la competitività delle nostre aziende».

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